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Viterbo - I prossimi appuntamenti sono il 2 e il 16 febbraio al Museo della ceramica della Tuscia

Società filosofica italiana, ripresi gli incontri con un dibattito su Seneca

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 19 gennaio sono ripresi gli appuntamenti bisettimanali della sezione viterbese della Società filosofica italiana (Sfi), che è intitolata alla memoria del compianto professore Pasquale Picone.


 Scuola di Atene di Raffaello

Scuola di Atene di Raffaello


L’incontro si è tenuto nelle sale del Museo della ceramica della Tuscia, nello storico palazzo Brugiotti di via Cavour, a Viterbo. Per l’occasione i professori Maria Grazia Palombi ed Aurelio Rizzacasa hanno aperto il dibattito dedicato a Lucio Anneo Seneca, celebre letterato e pensatore romano del I sec. d. C. per il quale la filosofia è una pratica di vita, non una disciplina teoretica.

Egli, infatti, ci esorta a guardarci dentro, a mantenere vivo il rapporto tra mente e interiorità, a renderci responsabili dell’uso del tempo che ci è stato assegnato, a comprendere quali siano i valori che rendono piena e vera la nostra vita.

L’appello che ci arriva dalla saggezza di Seneca è quello di emanciparci dalla sorte e dal giudizio altrui, di dominare le passioni con la razionalità, di discernere tra ciò che è vero e virtuoso e ciò che è superficiale o errato, senza farsi influenzare dall’opinione generale.

Inoltre, questo filosofo ci invita ad accettare serenamente la morte come parte della vita, senza temerla e senza desiderarla nei momenti critici, e ad agire sempre responsabilmente, secondo saldi principi morali e con la coerenza che solo la consapevolezza delle nostre scelte può promuovere.

Com’è consuetudine di questi incontri, alla presentazione dei relatori è poi seguito un ampio dibattito al quale ha partecipato il pubblico presente in sala.

La sezione viterbese della Sfi terrà i due prossimi incontri rispettivamente il 2 e il 16 febbraio, dedicandoli ad Eschilo, grande drammaturgo greco del V sec. a. C., e a un confronto tra le Coefore, una tragedia appunto di Eschilo, e Le mosche che Jean-Paul Sartre scrisse durante a seconda guerra mondiale, prendendo spunto proprio dalle Coefore.   

                La sezione viterbese “Pasquale Picone”
della Società Filosofica Italiana


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25 gennaio, 2024

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