Viterbo – “L’edilizia, insieme a ceramica, commercio e agroalimentare, è uno dei pilastri dell’economia della Tuscia. A livello provinciale incide per il 10% e dà lavoro, dati Cassa Edile, a 4mila persone, più l’indotto delle professioni correlate”. Così Andrea Belli, presidente di Ance Viterbo, fa il punto su un settore che, che dopo i risultati molto buoni del 2022 e del 2023, si affaccia a un 2024 che invece potrebbe segnare un rallentamento.
“Le nostre aziende sono solide e sanno come affrontare le sfide che verranno – prosegue Belli – e questo è stato possibile grazie a imprese che operano sul territorio da tanti anni, ben strutturate, capaci di adattarsi e di innovare e che hanno saputo fare i conti, e tuttora continuano a farlo, con le enormi criticità innescate dalla pandemia, dall’inflazione e dal contesto internazionale”.
Si tratta di un comparto – spiega Belli – “in cui ci sono aziende che sono cresciute tantissimo sia a livello dimensionale che di competenze. Si è trattato di una crescita sana, attraverso percorsi portati avanti nel tempo in maniera costante”.
Si sconta la mancanza di qualche grande player? Secondo Belli no. “Una grande impresa non è la somma di più imprese di dimensioni più piccole; e se anche così fosse, i processi da mettere in campo sono lunghi. A rendere grande un’impresa sono le capacità tecniche e organizzative sviluppate in anni di esperienza: sono fattori che, per fortuna, nella Tuscia non mancano”.
Se da un lato per il 2024 “un po’ di preoccupazione esiste, inutile negarlo, dall’altro confidiamo che le aziende viterbesi saranno preparate a fronteggiare il possibile rallentamento. Ci aspettiamo molto dal Pnrr: c’è da sottolineare che nel capoluogo sono stati aggiudicati tutti i lavori in programma e questa è una notizia positiva. Faccio notare che, ancora una volta, l’operato delle aziende sarà determinante per migliorare il tessuto cittadino”.
Belli indica anche un’altra strada: quella della rigenerazione urbana. “Siamo in attesa da tempo di una normativa specifica. Ribadisco anche in questa sede che la legge regionale è inapplicata perché mancano, da parte di tantissime amministrazioni, gli atti e le delibere per renderla applicabile”.
Il problema principale resta la carenza di personale, soprattutto di figure specializzate, per le quali il territorio è poco attrattivo. “Secondo ¡I rapporto Unioncamere – Excelsior sui fabbisogni delle imprese viterbesi, fatta 100 la richiesta di professionalità nel mondo del lavoro, ci sono dei settori in cui la difficoltà a reperire personale qualificato è davvero altissima: per esempio è di circa l’80% nel caso di operai edili specializzati”.
Per Belli, “difficilmente ingegneri o manager scelgono Viterbo rispetto a una grande città. Noi il personale specializzato che c’era lo abbiamo impiegato tutto, le imprese sono molto attente a questo aspetto”. E su questa criticità – conclude il presidente di Ance Viterbo – “pesa anche il calo demografico che non aiuta certo nel reperimento dei collaboratori più adatti alle esigenze aziendali”.
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