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Viterbo - Comune - Approvata in seconda commissione la delibera per chiedere la proprietà alla regione - L'assessore Aronne: "Lavoro complesso" - I dubbi di Alvaro Ricci (Pd) su Pnrr e affidamenti: "Come sono stati possibili senza averne la titolarità?"

Rocchi al comune, la partita è iniziata ma si preannuncia complicata col rischio tempi supplementari

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Stadio Rocchi il comune chiede alla regione la proprietà. Approvata all’unanimità in commissione Bilancio la delibera, ma la partita è tutt’altro che conclusa, il risultato ancora incerto e si rischia di andare ai tempi supplementari.

Intanto, il prossimo incontro si gioca in consiglio comunale, il 15 febbraio per dare il via libera. A quel punto partirà l’iter. Ma restano molti quesiti, sul perché siano passati decenni per passare al comune la proprietà, anni durante i quali palazzo dei Priori ha operato come se l’impianto lo fosse. Convenzioni e progetto Pnrr ne sono due esempi. Problematici.


Viterbo - Comune - Aronne in terza commissione

Aronne in seconda commissione


Nel documento discusso ieri mattina, si riconosce l’interesse pubblico nell’acquisire il bene, quale impianto strategico. Da qui l’istanza alla regione per il trasferimento a titolo gratuito e in attesa che la pratica si perfezioni, il comodato d’uso, sempre a titolo gratuito.

Per arrivare a questo atto ci sono voluti quasi 40 anni, ma l’accelerata c’è stata ultimamente, con il mancato affidamento e Rocchi chiuso: “Ne abbiamo sentite di tutti i colori”, spiega in commissione Alvaro Ricci (Pd), che alza più di un cartellino.

Sull’accatastamento, chi deve fare cosa per perfezionare il trasferimento di proprietà. “La norma è stata male interpretata – osserva Ricci – quando si sostiene che è obbligo del comune. È come se io dessi in affitto una casa e chi la occupa ci realizza due appartamenti. Ma l’accatastamento è sempre compito mio, visto che sono il proprietario”.

Per uscire dall’impasse, palazzo dei Priori predisporrà comunque tutte le carte, che poi però la regione dovrà sottoscrivere.


Viterbo - Consiglio comunale - L'opposizione

Terza commissione – L’opposizione


“E bene fa il comune a farsene carico – continua Ricci – poi sarà la regione a presentare la documentazione. La scelta è corretta, la sola obiezione al comune è che lo avrebbe potuto fare prima”.

Il rimpallo comune-regione parte dal lontano 1985. “Ci sono state due volontà – ripercorre Ricci – comune e regione, di consentire l’uso comunale dello stadio, ma non c’è mai stato un atto convenzionale. Tanto che nel 2016 la regione ha sollecitato in questo senso, altrimenti il comune sarebbe stato considerato occupante senza titolo”.

Fino ad arrivare ai nostri giorni. La cessione è possibile a titolo gratuito e per fare in fretta, è arrivato l’emendamento sottoscritto dai consiglieri regionale Sabatini (FdI) e Panunzi (Pd). Seppure quest’ultimo a Matteo Achilli (FdI) non risulti. Altra storia e altro motivo di scontro in commissione.

“L’emendamento – ricorda Ricci – concede in comodato d’uso lo stadio fino al passaggio della proprietà. Che il comune non aveva e infatti avvertono di non modificare lo stato dei luoghi o elementi relativi all’uso. Ma anche di non darlo a nessuno o fare altro, fino all’atto ricognitivo. All’epoca, nel 2016, l’amministrazione Michelini si mosse per capire”. Ma il tempo del centrosinistra in comune finì.

E se il comune non ha e non aveva la proprietà, come si è riusciti a pensare progetti vari, Pnrr o a sottoscrivere convenzioni con le società sportive, tipo l’ultima fino al 2023? O l’altra non andata in rete. “Affidare per 13 anni alla Viterbese il Rocchi – ricorda Ricci – o il Pnrr mi fanno venire gli stessi dubbi. Come si può presentare un progetto su un’area non tua e fare un accordo con un partner privato? La regione oggi chiede di non modificare lo stato dei luoghi. Come pensate di muovervi?”.

Qualcosa che riguarda la precedente amministrazione. Laura Allegrini (FdI) un po’ scherzando e un po’ no, invita Ricci a guardare avanti. Ci vuole guardare pure l’assessore Aronne: “Attenderemo per l’inizio dei lavori che arrivi una risposta dalla regione, che ci metta tranquilli. Abbiamo parlato al ministero con la dirigente. Il venir meno del contributo privato non mette a rischio la graduatoria Pinqua. Siamo tranquilli”.


Sport - Calcio - Lo stadio Rocchi

Lo stadio Rocchi


Meglio andare avanti, perché voltandosi indietro, per Matteo Achilli l’amministrazione Frontini ha perso tempo.

“Rispedisco al mittente l’accusa – incalza l’assessore Emanuele Aronne (Urbanistica) – tre mesi per scrivere una delibera così complessa, andarsi a rivedere cinque faldoni nemmeno in ordine cronologico non è stato semplice. La città aspetta da venti anni, questo tempo è stato necessario e ce lo siamo preso tutto.

Per una situazione non cristallina, con la documentazione ricevuta nel tempo dalla regione. Io non mi sono mai spaventato, ho fatto l’arbitro davanti a 12mila persone, ma qui la situazione è non semplice”.

E Luisa Ciambella (Per il bene comune), oltre a contare i 40 anni passati, sottolinea che con tutti i ritardi, un passo avanti c’è stato. Col voto favorevole di tutti al provvedimento. Dal 15 febbraio si parte.

“Il giorno dopo il consiglio comunale invieremo tutto in regione – anticipa Aronne – se la regione ci darà l’ok faremo partire subito le pratiche per la gara europea, affidamento per 9 anni”.

Si lavora per ridare uno stadio e una squadra alla città. I tempi non si annunciano, brevi. Guardando a tutta la vicenda Rocchi, nulla di nuovo.

Giuseppe Ferlicca


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3 febbraio, 2024

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