Viterbo – Partecipate in eterna liquidazione. Sembra essere questo il destino di alcune società di cui l’amministrazione comunale detiene quote, delle quali non riesce a disfarsene, ovvero non si trova la via che porti alla loro chiusura.

Palazzo dei Priori
Ieri in quinta commissione (società partecipate) è arrivato il piano di ricognizione, ma non tutte le partecipate hanno il destino segnato. Per Francigena, che tra l’altro si occupa di trasporto pubblico locale e parcheggi, l’amministrazione Frontini ha approvato il piano di risanamento, attualmente in fase d’applicazione. I risultati definitivi fra tre anni. C’è ancora parecchia strada.
Dal risanamento al salvataggio, si passa a Talete.
Per la società idrica, il comune ritiene che il salvataggio non sia solo legato alla gara per la cessione di quote a privati, ma pure a un piano di risanamento. Si va comunque verso la società mista pubblico-privato.
Sempre rimanendo in ambito acqua, un doppio tuffo nel passato. Siit, servizi idrici integrati. Doveva essere messo a riposo da anni, ma per tutto il 2024, pur da nullafacente o quasi, continuerà a esistere, a causa di contenziosi e debiti pregressi da sistemare.
L’altra società è Robur, che “portava” l’acqua nelle case dei viterbesi. Per legge ha smesso di esistere, con l’ingresso di Talete.
Tuttavia, la liquidazione della partecipata a maggioranza del comune, ma con quote pure in capo alla provincia, si sta dimostrando tutt’altro che semplice.
Una due diligence dovrà fare chiarezza, ma allo stato attuale, un’eventuale chiusura rischia di far perdere diversi soldi all’amministrazione comunale, questa la valutazione contenuta nel documento. Il che lascia immaginare che se ne sentirà parlare ancora per un po’.
Giuseppe Ferlicca
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