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Mammagialla - Polizia penitenziaria - Nell'abitazione anche 60 grammi di cocaina, bilancini di precisione, un libro mastro con la contabilità dello spaccio e 8 telefoni cellulari

Coca e hashish al marito in carcere e altri due chili di “fumo” in casa, arrestati moglie e genero

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Carcere di Mammagialla

Carcere di Mammagialla


Viterbo – (sil.co.) – Cocaina e hashish al marito in carcere e altri due chili di “fumo” in casa, arrestati moglie e genero.

Droga ai reclusi del carcere di Mammagialla, grazie alle unità cinofile della polizia penitenziaria mercoledì sono state arrestate per spaccio aggravato due donne, rispettivamente madre e moglie di altrettanti detenuti. 

Segnalate dal cane antidroga “Kenya”, sono state perquisite e trovate in possesso di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.


Articoli: In carcere con un etto di hashish nella vagina, madre “pusher” smascherata da cane antidroga – “Arrestate due donne che portavano droga in carcere, una grave minaccia per la sicurezza”


Una delle due donne arrestate ha chiesto di patteggiare una condanna a due anni e dieci mesi di reclusione e 12mila euro di multa con lo sconto di un terzo della pena, mentre l’altra ha chiesto il giudizio abbreviato.

La moglie del detenuto, in particolare, aveva occultato nelle parti intime un involucro contenente 15 grammi di hashish, 15 grammi di cocaina e 15 grammi di sostanza da taglio.

Nei suoi confronti, i carabinieri competenti per territorio, avuta notizia dell’arresto, hanno disposto una perquisizione domiciliare, trovando nell’abitazione circa 2 chili di hashish e 60 grammi circa di cocaina, bilancini di precisione, un libro mastro con la contabilità dello spaccio e 8 telefoni cellulari, ponendo tutto sotto sequestro e arrestando il genero della donna.


Un'auto della polizia penitenziaria

Un’auto della polizia penitenziaria


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 febbraio, 2024

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