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Bolsena - Il sindaco Dottarelli scrive al Ministro dell'ambiente: "E' fondamentale che, per la nostra economia turistica, il nostro territorio rimanga incontaminato e privo di rischi per le comunità residenti"

“No all’impianto di geotermia a Castel Giorgio”

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Paolo Dottarelli, sindaco di Bolsena

Paolo Dottarelli, sindaco di Bolsena

Riceviamo e pubblichiamo – Il territorio dell’Alto Lazio, Umbria e Toscana è un’area ad elevato potenziale geotermico dove, in seguito ai recenti incentivi previsti dal Conto Energia, si vanno concentrando interessi di vari imprenditori, aziende del settore e societa finanziarie. Ciò in quanto il rapporto tra incentivi statali e capitale investito è estremamente alto e consente ampi margini di guadagno. In un arco di tempo che non supera i 5 anni si recupera il capitale iniziale e poi, per altri 10 anni, si ottengono guadagni dell’ordine di circa 1-1,5 Milioni di Euro all’anno per ogni MegaWatt installato. Attualmente si prevedono impianti tradizionali, approvati dalle regioni di afferenza e progetti pilota, con autorizzazioni rilasciate direttamente dal MInistero per lo Sviluppo Econimico.

Tutto questo sarebbe di per se positivo se venissero salvaguardati due aspetti: la sicurezza dei cittadini e la condivisione con il territorio dei benefici derivanti da tali incentivi che, ricordiamo, gravano sulle bollette energetiche di tutti i cittadini.

Il progetto presentato dalla Società del Liechtenstein, con base in Italia, ITW-LKW si inserisce nel sistema dei Progetti PIlota e prevede lo sfruttamento energetico di una risorsa estente nel territorio dell’Alfina, a cavallo di Lazio ed Umbria. Tale risorsa, già abbandonata da Enel nel passato, presenta importanti criticità dipendenti dalla presenza di cappe di CO2 in pressione al tetto del serbatoio, dalla presenza di falde idropotabili in superficie fino al lago di Bolsena che potrebbero potenzialmente risultare danneggiate da eventuali contaminazioni profonde ma, soprattutto, la chiara evidenza, scoperta da Enel nel 1977, che il sottosuolo è estremamente fragile e capace di generare terremoti anche con piccole iniezioni di fluido. Il progetto in questione prevede re-iniezioni che sono di 6 volte superiori a quelle eseguite da ENEL nel 1977 e che hanno prodotto eventi sismici anche avvertiti dalla popolazione. Il tutto in un area che è già notoriamente sismica, e quindi sismotettonicamente fragile, come nel caso dell’evento distruttivo di Castelgiorgio del 1957.

E’ opportuno rimarcare che la Società ITW-LKW non ha mai realizzato impianti geotermici.

Per questi motivi l’amministrazione comunale di Bolsena ritiene che ogni intervento sul territorio,anche quando si tratta di impianti pilota che hanno iter agevolati, debba essere concordata con le amministrazioni ed i cittadini, al fine di garantire tutti le condizioni di sicurezza che richiedono tali tipologie di impianti. Nessuna pregiudiziale precostituita contro la geotermia ma solo la richiesta di garantire la tutela della salute e sicurezza dei cittadini. Al momento tali condizioni non sembrano esistere.

Paolo Dottarelli


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17 luglio, 2013

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