Viterbo – Stefania Pomante e Giancarlo Turchetti
Viterbo – “Basta stragi, va introdotto il reato di omicidio sul lavoro per chi non rispetta le norme di sicurezza”. Così i segretari generali di Cgil e Uil Viterbo, rispettivamente Stefania Pomante e Giancarlo Turchetti, questa mattina a piazza del comune con un presidio sotto la prefettura per le due ore di sciopero nazionale dopo il tragico incidente su un cantiere a Firenze che ha causato la morte di 5 operai.
Con loro le categorie di Fillea Cgil, Feneal Uil, Fiom Cgil e Uilm Uil.
Viterbo – Il presidio di Cgil e Uil
“Incontreremo il prefetto Gennaro Capo – hanno detto Pomante e Turchetti – per chiedergli di farsi portavoce presso il governo delle istanze sindacali riguardanti la sicurezza sul lavoro consegnandogli i documenti preparati dalle strutture nazionali e di categoria”.
“Oggi siamo presenti in tutte le prefetture – ha commentanti Pomante – perché la situazione dei morti sul lavoro è insostenibile. C’è una piattaforma unitaria tra tutti i sindacati che chiediamo sia rispettata. L’ultimo incontro con il governo risale a molto tempo fa. Non si riesce a portare a casa nemmeno un tavolo per mettere fine a questa strage continua. Siamo comunque determinati ad andare fino in fondo e a non fermarci finché non ci saranno le condizioni per porre termine a tutto questo”.
“Non è più sopportabile la strage di persone – ha sottolineato Turchetti –. Persone che vanno a lavorare senza tutele e sicurezze. In diversi cantieri ci sono lavoratori in nero e irregolari, così come subappalti a cascata senza rispetto delle norme sicurezza. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti con 5 morti a Firenze di cui 3 con situazioni lavorative irregolari. Noi chiediamo immediatamente che ci sia una legislazione adeguata e che venga reinserita la corresponsabilità dell’ente appaltante, soprattutto nel privato, e che venga reinserita la patente a punti e chi non rispetta le norme sulla sicurezza gli appalti non li deve prendere”.
“E chiediamo – conclude Turchetti- che venga reinserito l’omicidio sul lavoro. Perché chi non rispetta le norme di sicurezza volontariamente commette un omicidio”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY