– “Invertiamo la tendenza e ripartiamo dal territorio” (gallery).
E’ un coro unanime quello dei consiglieri regionali del Pdl che ieri si sono ritrovati a Viterbo alla Domus. A fare gli onori di casa Daniele Sabatini che ha organizzato l’incontro.
Di fronte a un pubblico di circa duecento persone, tra amministratori locali e cittadini, gli eletti alla Pisana si sono messi a disposizione del territorio per ricostruire un legame da cui ripartire per rilanciare il partito. Oltre tre ore di dibattito in cui non sono mancate le polemiche. Specie contro gli assenti.
“Dopo Rieti Frosinone – ha esordito Daniele Sabatini – il nostro gruppo è qui a Viterbo per raccogliere idee e proposte dal territorio e ascoltare i problemi. Non abbiamo velleità , ma solo obiettivi politici concreti. Superiamo le appartenenze e lasciamo alle spalle le casacche per rilanciare il Pdl a partire dalle persone che hanno a cuore solo il centrodestra“.
E’ toccato a Marcello Meroi, presidente della provincia, rompere il ghiaccio.
“Il partito è in difficoltà, è inutile nasconderlo. Riunioni di questo tipo sarebbero state più utili quando eravamo al governo. Ora comunque sfruttiamo l’occasione per far rinascere un progetto che ponga al centro il territorio”.
Meroi ha definito “indecente” la cancellazione delle province e ha chiesto ai consiglieri di riallacciare i rapporti con la base. “Se si perde il controllo sul territorio non si riesce a dare risposte concrete. Serve coinvolgere gli amministratori a tutti i livelli. La nostra provincia ha bisogno di interventi per le strade, la cultura e l’agricoltura, non basta limitarsi alle battaglie di retroguardia, accusando gli altri per ciò che non hanno saputo fare. Abbiamo bisogno di proposte. Il nemico è chi ha valori alternativi ai nostri. Ripartiamo dagli esponenti locali che da anni si occupano del territorio. Le forze non ci mancano e solo così potremo crescere e dare nuove speranze alla gente”.
Quindi il consigliere regionale Giuseppe Cangemi. “Siamo a disposizione degli amministratori – ha detto Cangemi -. Usciamo dalla logica campanilistica, perché rappresentiamo un territorio. Una regione. Marceremo insieme in questi anni di opposizione. Il partito c’è e solo quando ci si divide, si perde. Dalle grandi sconfitte, però, si può ripartire e ricostruire qualcosa di importante. Questo sarà il nostro obiettivo, una battaglia fatta sul territorio e per il territorio”.
Dopo Cangemi, è stata la volta di Mario Abruzzese, ideatore dell’incontro. “Siamo noi i protagonisti e non i dirigenti – ha affermato Abbruzzese -. Rappresentiamo una regione e non una piccola parte. Tutti i problemi quindi hanno la stessa importanza. Difenderemo il territorio e agiremo da pungolo nei confronti dell’attuale amministrazione regionale che finora ha prodotto solo annunci”.
Sulle sorti del Pdl si è interrogata Laura Allegrini e, al di là delle incertezze del momento politico, l’ex senatrice ha chiesto ai consiglieri di rendere giustizia alle istanze dei territori.
Nel dibattito, non sono mancati spunti polemici, come quello dell’ex consigliere comunale Ottavio Raggi e del sindaco di Calcata Luciano Sestili che hanno denunciato la mancanza di partecipazione e coinvolgimento. Duro attacco anche dell’assessore provinciale Paolo Equitani per cui un partito “senza regole e senza dialogo è destinato a soccombere”.
Parole a cui hanno fatto eco le dichiarazioni di Francesco Battistoni che non ha mancato di tirare le orecchie al coordinatore provinciale Giulio Marini, assente per questioni familiari. “Ho apprezzato l’iniziativa di Sabatini e ne ho condiviso il senso – ha detto Battistoni -.Un anno fa ero in questa sala con un gruppo di autoconvocati per chiedere con forza il congresso. Siamo l’unica regione in cui non si è svolto e questo ha rappresentato un problema, perché la gente ha bisogno di riunirsi. Da tempo Giulio Marini aveva detto che si sarebbe dimesso. Non lo ha fatto e dopo la sconfitta al comune di Viterbo non c’è stato nemmeno un confronto per discutere e analizzare la situazione.
Questa mancanza di dialogo probabilmente è stato il motivo per cui tanta gente si è disamorata e non ci ha votato. Fermiamoci un attimo a riflettere per capire come siamo arrivati a questo punto. Le divisioni esistono, ma sono superabili. Facciamo un po’ di autocritica e riallacciamo i rapporti con la base, unendo le forze per portarle al massimo”.
Poi il consigliere Giuseppe Simeone. “Oggi va di moda il politico che si nasconde e che evita il confronto con la gente. Noi invece vogliamo esserci e ascoltare il territorio. Il Pdl non ci ha portato fortuna, dal 2008 sono nati tutti i problemi che ci hanno portato a questo punto. Invertiamo la tendenza, vogliamo ragionare con voi – ha detto Simeone rivolgendosi agli amministratori in sala – e decidere con voi la linea della sanità, dei rifiuti e dei trasporti. Sollecitiamo il territorio a darci suggerimenti. C’è voglia di partecipare, lo sentiamo”.
In linea con Simeone, Pietro di Paolo. “Percepiamo il grado di malessere che c’è a tutti i livelli. L’unione del nostro gruppo deve essere un esempio per il partito. Ognuno di noi proviene da territori, esperienze e generazioni diverse, ma finora abbiamo lavorato insieme per tenere in piedi quello che resta del partito e risvegliare il rapporto col territorio. A settembre discuteremo l’assestamento di bilancio e in questo periodo l’unica cosa da fare è discutere cogli amministratori e individuare le istanze da presentare”.
Stesso tenore per gli interventi dei consiglieri regionali Fabio De Lillo e Antonello Aurigemma per cui l’incontro di ieri ha rappresentato un’occasione per il territorio di riscattarsi e rendersi protagonista.
A chiudere la serata, il capogruppo regionale Luca Gramazio. “Da oggi apriamo un nuovo percorso per contribuire al bene del territorio e del partito.
Vogliamo smascherare il grande bluff di Zingaretti. Quelli di centrosinistra ci hanno raccontato di essere più capaci di noi. Non è così. A oggi non esiste un piano per i rifiuti, i trasporti o per la sanità . Noi consiglieri del Pdl dobbiamo rappresentare l’alternativa. Accantoniamo le divisioni, voglio un partito che parla. Un partito che discute, che si confronta e che riparte. Perché se il Pdl vuole essere solo un comitato elettorale, allora – ha concluso Gramazio – sono pronto a perdere tutte le elezioni“.
Daniele Sabatini, infine, si è detto soddisfatto per come sono andate le cose. “Il Popolo della libertà c’è – ha commentato -. E’ vivo e lo ha dimostrato in questa occasione anche grazie a un dibattito vero, sincero, pacato nei toni, ma deciso nelle idee e nei principi dai quali ripartire. Sono felice, perché i miei colleghi, con la loro presenza, hanno dimostrato la loro loro amicizia nei miei confronti ma soprattutto un’attenzione istituzionale, politica e amministrativa verso un territorio che merita di crescere e anche attraverso il nostro ruolo di opposizione riusciremo in questo intento”.
Presenti tra gli altri, Antonella Sberna, Giuseppe Fraticelli, Claudio Ubertini, Maria Antonietta Russo e il vice coordinatore provinciale Maria Gabriela Grassini.
Paola Pierdomenico
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