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Ambiente - L'orlo della caldera e il torrente Arrone, su proposta della Soprintendenza, vengono dichiarate di notevole interesse pubblico

Due aree della Tuscia sotto la tutela del ministero della Cultura

di Samuele Sansonetti
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Caldera di Latera

Caldera di Latera


Latera – Due aree naturali della provincia di Viterbo vengono dichiarate di notevole interesse pubblico dal ministero della Cultura.

Si tratta dell’orlo della caldera e il torrente Arrone: il primo nel comune di Latera (più le pendici comprese tra Cellere, Farnese, Ischia di Castro, Latera, Piansano e Valentano) e il secondo che attraversa i territori di Arlena di Castro, Canino, Cellere, Montalto di Castro, Piansano, Tarquinia, Tessennano e Tuscania.

La proposta è partita dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale nello scorso mese di agosto.

“Per l’alto livello di integrità – spiego allora la Sabap -, permanenza e per le relazioni visive, storico culturali e simboliche dei vari elementi con i contesti paesaggistici identificati, è stato riconosciuto a queste due aree un elevato valore culturale, percettivo, scenico e panoramico. Ciò anche in virtù dei limitati fattori di rischio e di vulnerabilità, che hanno determinato ad oggi un quadro paesaggistico ancora sostanzialmente integro e pertanto degno di essere tutelato, recuperato e valorizzato. Il depauperamento dei valori paesaggistici riconosciuti non solo comporterebbe la perdita di questo patrimonio collettivo ma anche la perdita di una reale opportunità di promozione e sviluppo compatibile di questi territori”.


Torrente Arrone

Torrente Arrone


La dichiarazione di notevole interesse pubblico è un importante strumento per la tutela del paesaggio. È preceduta da una proposta avanzata da enti comunali, provinciali o Soprintendenze formulata con riferimento ai valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici espressi dall’area o dall’immobile indicato.

“I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili e aree di interesse paesaggistico – spiegano dal ministero della Cultura -, tutelati dalla legge non possono distruggerli, né introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione. Ogni intervento che si intende intraprendere su tali immobili o aree deve quindi essere preventivamente autorizzato dall’amministrazione competente alla quale va presentato il progetto degli interventi che si intendono realizzare, assieme alla documentazione richiesta”.

Samuele Sansonetti


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28 febbraio, 2024

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