Celleno – A Celleno riemerge l’antica chiesa di San Michele Arcangelo.
Celleno – Resti dell’antica chiesa di San Michele Arcangelo
La Tuscia non finisce di sorprendere per la bellezza e la ricchezza storica del suo territorio. Una nuova scoperta ha interessato questi giorni il comune di Celleno e in particolare la chiesa di San Donato, dove si stavano effettuando degli scavi per un recupero e valorizzazione dell’area.
A riemergere è l’antica chiesa di San Michele Arcangelo, annessa alla chiesa di San Donato e con un’altezza inferiore di almeno 5 metri.
“A Celleno, riemerge l’antichissima chiesa di San Michele Arcangelo – rende noto il comune di Celleno -.Sorprendente scoperta fatta a Celleno da architetti e archeologi impegnati a consolidare la chiesa di San Donato”.
E sull’esistenza di un antico sito si avevano già degli indizi. Ora, grazie ai lavori, si sono trovati gli antichi resti. “Dai documenti di archivio – spiega il comune – si avevano frammentarie notizie di una chiesa o meglio di una cripta annessa alla chiesa madre di Celleno. Di questo spazio sacro si erano perse le tracce quando l’edificio crollò nel 1944 anticipando di pochi anni il destino di tutto l’antico insediamento di Celleno, oggi meglio conosciuto come Borgo Fantasma. Dopo un lungo periodo di oblio e di saccheggi, finalmente negli ultimi anni, l’amministrazione comunale ha intrapreso un’azione di recupero e valorizzazione cercando di salvare quanto possibile della struttura”.
Una scoperta per cui esprime soddisfazione anche il sindaco Marco Bianchi, che vorrebbe rendere quanto prima visitabile l’area. “Siamo sorpresi e felici di questa scoperta – afferma il primo cittadino -, stiamo continuando con i lavori sperando di rendere fruibile questo spazio ai visitatori, in assoluta sicurezza. Purtroppo decenni di abbandono, gli eventi sismici e le particolari condizioni orografiche non hanno aiutato a salvare la chiesa, ma stiamo facendo tutto il possibile, con le risorse a disposizione, per completare i lavori ed incrementare le dotazioni del Borgo Fantasma”.
È stata così riportata alla luce un’altra ricchezza del patrimonio storico della Tuscia. Grazie a un lavoro di consolidamento portato avanti da una squadra di professionisti. “Negli ultimi tre mesi – spiega il sindaco -, è stato incessante il lavoro di scavo archeologico diretto dalla società di ingegneria Alma Civita Studio congiuntamente all’Università degli studi della Tuscia, in particolare dal professore Giuseppe Romagnoli, instancabile studioso di questo sito”.
E il sindaco fornisce anche qualche dettaglio in più sulla recente scoperta. “Andando avanti con gli scavi ci siamo inaspettatamente trovati una chiesa inferiore con un’altezza di almeno 5 metri. I documenti di archivio ed i professionisti impegnati ci dicono che la chiesa aveva un ingresso separato con accesso dal versante nord – conclude il sindaco -. Già però alla fine dell’Ottocento il vescovo fece chiudere questo spazio sia perché destinato ad usi impropri, sia per la difficoltà di accedervi. Alla straordinarietà della notizia di una chiesa inferiore si affiancano ritrovamenti di materiali lapidei di pregevole fattura scultorea, alcuni dei quali del periodo longobardo, che attestano, senza ombra di dubbio, che su questa rocca c’è stata continuità di vita a partire dal periodo etrusco fino ai nostri giorni”.
Maurizia Marcoaldi
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