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Orte - Nuovo episodio di violenza al Carpe diem - Appena quattro anni fa l'omicidio del 35enne Eugene Moses

Bottigliate al centro di accoglienza, un ospite finisce in ospedale con l’orecchio mozzato

di Barbara Bianchi
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Orte – Un nuovo episodio di violenza al centro di accoglienza Carpe diem di Orte.

Dopo essere stato scenario di un drammatico omicidio in cui quattro anni fa perse la vita il 35enne Eugene Moses, ucciso da una coltellata, nella notte tra venerdì e sabato scorsi podo dopo la mezzanotte due ragazzi, ospiti della struttura, dopo aver litigato avrebbero spaccato alcune bottiglie di vetro e si sarebbero affrontati. La lite è poi sfociata nel sangue quando uno dei due, stando a quanto ricostruito, è stato raggiunto al volto da un fendente di vetro. 

Omicidio di Orte - Il centro di accoglienza

Omicidio di Orte –  Il centro di accoglienza


Per il ragazzo ferito, a cui nella colluttazione è stata mozzata parte di un orecchio, è stato necessario il trasferimento al pronto soccorso. Sul posto, in via Terni, vicino alla Superstrada, sono immediatamente intervenuti i carabinieri, con due pattuglie e il personale sanitario del 118 con l’automedica. 

Fortunatamente, a quanto sembra, il giovane, dopo essere stati suturato e aver messo alcuni punti, sarebbe stato dimesso. Per lui, due settimane di prognosi. Ma che non sia finita in tragedia, come accaduto il 14 giugno del 2020, è solo grazie al repentino intervenuto dei militari dell’arma. Che al momento sono al lavoro per ricostruire esattamente l’accaduto, la dinamica e per individuare le responsabilità. 

Orte - Il centro d'accoglienza - Il corridoio interno

Orte – Il centro d’accoglienza – Il corridoio interno


Ancora tutte da chiarire anche le motivazioni che abbiano procurato l’aggressione, anche se tra i due, almeno dai primi elementi raccolti dagli inquirenti, ci sarebbe dell’astio legato a vicende personali. 

E la mente, dopo l’accaduto di sabato notte, non può che non tornare al brutale omicidio dell’estate di quattro anni fa, quando Eugene Moses, 35 anni senegalese, venne ucciso da una coltellata a seguito di una lite per una sedia rotta. Poche ore dopo la sua morte per dissanguamento in una delle stanze del centro di accoglienza Carpe diem, venne arrestato il 21enne Imade Robinson. L’accusa aveva richiesto una condanna a 20 anni per  omicidio volontario. Il tribunale, riqualificando il reato in omicidio preterintenzionale, condannò Robinson a 5 anni di reclusione l’8 novembre 2021, applicando lo sconto di un terzo della pena chiesto dalla difesa. 

L'omicidio di Orte riportato da giornali e social in Nigeria

L’omicidio di Orte riportato da giornali e social in Nigeria


Dal successivo 2 dicembre, dopo un anno e mezzo a Mammagialla, su richiesta dell’avvocato Pasquale D’Incecco del foro di Pescara, all’imputato sono stati concessi gli arresti domiciliari, in Abruzzo a casa della sorella, che mise nero su bianco in una lettera di essere pronta a tenerlo con sé e la sua famiglia.

Barbara Bianchi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 marzo, 2024

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