Viterbo – Controlli nelle case di riposo del Viterbese, irregolari cinque strutture. Si tratta di carenze di carattere strutturale, organizzative e funzionale: i titolari sono stati segnalati alle competenti autorità sanitarie ed amministrative.
Controlli dei carabinieri Nas nelle case di riposo e Rsa
“I carabinieri del Nas di Viterbo, nell’ultimo quadrimestre, nell’ambito dei controlli alle strutture socio assistenziali, hanno svolto mirati controlli nelle province di Viterbo e Rieti – fanno sapere con una nota -. In particolare, nella provincia di Rieti sono state riscontrate irregolarità in cinque comunità alloggio/case di riposo, segnalando i titolari alle competenti autorità sanitarie ed amministrative. Dalle violazioni accertate è scaturita, in tre casi, la chiusura delle strutture, per cui è stata disposta anche la dislocazione degli ospiti anziani in strutture idonee, per gravi e reiterate carenze di carattere strutturale, organizzative e funzionale. In particolar modo veniva riscontrato l’impiego di operatori socio assistenziali, a volte mansione ricoperta da personale non abilitato, in numero inferiore a quelli previsti nonché un numero di ospiti superiori a quello autorizzato. A Viterbo sono state riscontrate irregolarità in cinque comunità alloggio/case di riposo, segnalando i titolari alle competenti autorità sanitarie ed amministrative per carenze di carattere strutturale, organizzative e funzionale”.
I controlli hanno riguardato anche strutture nel resto dello Stivale. “Nel corso degli ultimi due mesi, il comando carabinieri per la tutela della salute ha realizzato, d’intesa con il ministero della Salute, una campagna di controlli a livello nazionale presso strutture sanitarie di riabilitazione e socio assistenziali, che ha portato all’ispezione di oltre 600 centri destinati ad ospitare persone anziane e con disabilità, rilevando irregolarità presso 191 di esse, pari al 32% – rende noto il comando dei carabinieri -. I controlli da parte dei carabinieri Nas, intensificati ancor di più in concomitanza del periodo delle festività natalizie, sono stati finalizzati ad assicurare la corretta erogazione dei servizi di cura ed assistenza, nonché il rispetto di tutte le misure destinate alla tutela ed incolumità delle persone ospitate.
Tra questi aspetti, è stata oggetto di verifica l’applicazione delle misure di prevenzione agli incendi, in considerazione di recenti fatti di cronaca relativi a roghi che hanno colpito strutture sanitarie. Nello specifico, i carabinieri Nas hanno rilevato 11 strutture irregolari per la mancata richiesta/rinnovo dei certificati per la prevenzione degli incendi, l’omessa revisione degli estintori e carenze nella funzionalità degli impianti destinati alla prevenzione o all’eliminazione dei pericoli, che hanno determinato, nelle situazioni più gravi, la chiusura della struttura e il trasferimento degli ospiti.
Tra le restanti irregolarità, circa il 60% hanno riguardato inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative, quali l’abusivo ampliamento della capacità ricettiva con presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite consentito e la conseguente inadeguatezza degli spazi disponibili aventi capacità inferiore rispetto a quella prevista.
Complessivamente sono stati deferite all’autorità giudiziaria 43 persone ritenute responsabili di esercizio abusivo della professione medica / infermieristica, detenzione di farmaci scaduti e violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché sanzionati ulteriori 153 gestori e responsabili delle strutture, per un ammontare di oltre 67.000 euro.
Sono stati inoltre eseguiti provvedimenti di sospensione dell’attività e di chiusura nei confronti di 12 strutture risultate abusive o gravemente deficitarie in materia sanitaria ed edilizia, giudicate incompatibili con la permanenza degli alloggiati, per un impatto economico stimato di oltre 9 milioni di euro.
I carabinieri Nas continueranno a monitorare il mantenimento di adeguati livelli di assistenza offerti da residenze sanitarie assistite, case di riposo, comunità alloggio e strutture similari, al fine di tutelare la salute e la dignità di una delle fasce considerate più sensibili della società, nonché proteggerne l’incolumità verificandone l’aderenza alle norme di sicurezza”.
Nello specifico, fanno sapere i militari dell’arma, ad Alessandria, presso una residenza per anziani “sono stati deferiti in stato di libertà la responsabile della struttura e un’operatrice, ritenute responsabili in concorso di esercizio abusivo della professione infermieristica. Disposta la chiusura dell’attività e la sospensione del titolo autorizzativo in considerazione delle gravi carenze strutturali e igienico sanitarie, anche in materia di sicurezza fisica e antincendio. Sono così stati trasferiti presso altre strutture i 29 ospiti, di cui 15 non autosufficienti” fanno sapere i militari.
Nella provincia di Pescara e in quella di Chieti sono stati “sanzionati i legali responsabili di una casa di riposo e di una comunità alloggio a causa- spiegano -, del numero eccessivo di anziani ospitati (in un caso 13 ospiti oltre il limite consentito dal titolo autorizzativo).
Disposta – prosegue la nota -, la sospensione di una comunità alloggio per anziani di Siracusa per l’omesso rispetto degli standard strutturali ed organizzativi previsti, l’attivazione di un centro diurno non autorizzato e l’abusivo ampliamento della capacità ricettiva. Il valore della struttura è pari a 400.000 euro. Presso un’altra struttura ubicata nella medesima provincia, è stata deferita in stato di libertà la titolare per aver condotto la casa di riposo con 32 posti letto, senza essere in possesso del prescritto certificato di prevenzione incendi, mai richiesto”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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