Viterbo – Minaccia di morte la ex e il nuovo fidanzato, giovane ammonito dal questore.
Nella giornata di ieri il questore di Viterbo, a seguito di una scrupolosa attività d’indagine operata dal personale della polizia di Stato della divisione anticrimine, ha adottato il provvedimento dell’ammonimento nei confronti di un giovane viterbese, che si sarebbe reso responsabile di gravi condotte antigiuridiche suscettibili di essere inquadrate nell’alveo degli atti persecutori in danno della ex compagna.
“L’uomo – si legge nella nota della questura -, a conclusione della relazione sentimentale con una coetanea, ha iniziato ad operare una serie di atti vessatori e intrusivi nei confronti della stessa fino a controllarne continuamente gli spostamenti, cercando di sapere dove fosse in ogni momento della giornata presentandosi nei locali in cui la ragazza incontrava i propri amici.
Le condotte persecutorie sono culminate in un’aggressione ad un ragazzo con il quale la donna aveva cominciato una frequentazione, a seguito della quale il malcapitato ha riportato la frattura dello zigomo e l’aggressore è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria. Nella circostanza l’aggredito e la giovane ex sono stati anche minacciati di morte.
L’episodio configura una condotta violenta indiretta, ovvero rivolta a destinatari diversi dalla vittima con il fine di intimorire la stessa”.
Il questore, assunti gli atti d’indagine e sentite le persone informate sui fatti, ha ritenuto necessario emettere la misura prevenendo così l’eventuale commissione di atti ben più gravi.
Il ragazzo è stato informato delle conseguenze che possono derivare dal continuare certi comportamenti. “In virtù delle recenti modifiche apportate alla normativa vigente – prosegue la nota della questura – qualora il soggetto ammonito reiteri la condotta sarà possibile procedere anche d’ufficio con una denuncia all’autorità giudiziaria, pure nel caso in cui la persona offesa fosse diversa da quella per la cui tutela è stato adottato il provvedimento”.
Il destinatario della misura di prevenzione è stato, inoltre, invitato a seguire, a titolo gratuito, un percorso di recupero comportamentale presso gli enti che hanno siglato con la Questura di Viterbo uno specifico accordo denominato “Protocollo Zeus”, finalizzato ad accogliere le persone ammonite da questa autorità di pubblica sicurezza che si sono rese responsabili di fatti riconducibili ai reati di violenza domestica o di genere.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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