Viterbo – (p.p.) – Ecco il vero volto di Giulia Farnese…
Viterbo – Un dettaglio della scultura di Capotosti su Giulia Farnese
Ci sono voluti 500 anni per per svelare il vero volto di Giulia Farnese. A realizzare i suoi occhi, la bocca, lo sguardo, ci ha pensato lo scultore-orafo Francesco Maria Capotosti.
E tra qualche giorno, precisamente il 22 marzo, sarà svelato. A Capodimonte, nelle scuderie Farnesiane alle 17,30. Una scelta non casuale, visto che Capodimonte è il luogo di nascita della nobildonna e da qui partirà un tour itinerante (che toccherà altri paesi come Gradoli, Carbognano, Bomarzo ed altri luoghi da confermare) e che nasce in occasione del quinto centenario della morte della giovane Giulia, avvenuta il 23 marzo del 1524.
Viterbo – Un dettaglio della scultura di Capotosti su Giulia Farnese
La realizzazione del mezzobusto di Giulia Farnese è opera dello scultore orafo Viterbese Francesco Maria Capotosti.
“Il progetto – dice l’artista – nasce dall’incontro con la scrittrice Roberta Mezzabarba autrice di diverse pubblicazioni di successo tra cui il Romanzo “Iulia Farnesia” che descrive in maniera approfondita e inedita la vita di Giulia Farnese.
Da qui, parte l’ispirazione e la sfida di ricostruire “scientificamente” il volto di questa importante figura rinascimentale. Giulia Farnese subì una sorta di “Damnatio Memoriae” a opera del fratello Alessandro, divenuto poi Papa con il nome di Paolo III Farnese.
Viterbo – Un dettaglio della scultura di Capotosti su Giulia Farnese
Furono cancellate sistematicamente tutte le immagini che la ritraevano infatti, sino ad oggi non si conosceva il vero volto di di Giulia Farnese, ma solo delle “attribuzioni” dipinte da diversi artisti come: Raffaello, Luca Longhi, Pinturicchio, Perin del Vaga, Giulio Romano”.
Il lungo lavoro dello scultore orafo Francesco Maria Capotosti è consistito nello studiare e comparare tutte le diverse iconografie pittoriche, verificando i parametri antropometrici che emergono dai dipinti “estraendo” il volto di “Giulia la Bella”, chiamata così per la sua grande avvenenza tale da far innamorare Rodrigo Borgia che poi salì al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI.
Un lavoro di quasi un anno di studi e ricerche. “La scultura – continua – rappresenta quindi l’unico esempio di realizzazione plastica di questa importante figura storica. L’opera è stata realizzata in terra cotta, arricchita da un raffinato corredo di gioielli come un diadema in bronzo con il giglio Farnese e perle naturali ed un ciondolo scultura raffigurante un unicorno con ametista incisa”.
Come detto, l’opera scultorea farà un percorso itinerante insieme alla presentazione del libro della scrittrice Roberta Mezzabarba che partirà da Capodimonte. Poi, il 23 marzo alle 17, sarà a palazzo Farnese a Gradoli, il 24 alle 16.30 a Carbognano nella chiesa di Santa Maria e il 2 giugno a Bomarzo.
Altre date in programma verranno definite.
Lo scultore orafo Viterbese Francesco Maria Capotosti si è dedicato in questi ultimi anni alla realizzazione di opere ispirate alle “Grandi donne della Tuscia” come ad esempio la Regina Amalasunta e la bella Galiana.
“La Tuscia è Donna – dice Capotosti – ed è una inesauribile fonte di ispirazione e di valorizzazione del nostro territorio”.
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