Trino – (a.c.) – Il comune di Trino fa marcia indietro e ritira l’autocandidatura a ospitare il deposito nazionale di scorie radioattive della Sogin.
Con una delibera approvata martedì sera, la giunta della città vercellese ha deciso di revocare la proposta di far costruire il sito all’interno del suo territorio comunale, in aperta polemica con le altre istituzioni piemontesi e con le associazioni ambientaliste.
Una decisione che riapre completamente le ipotesi sul luogo in cui verrà realizzato il deposito e rimette in pole position la Tuscia, dove si trovano ben 21 delle 51 aree individuate come “idonee” dalla Sogin.
Nella delibera di giunta con cui viene motivato l’annullamento dell’autocandidatura, viene spiegato che “attualmente l’80% dei rifiuti radioattivi italiani è già stoccato nei depositi temporanei situati nei siti ex nucleari del comune di Trino e di Saluggia, distante pochi chilometri, che devono necessariamente essere messi in sicurezza”.
Per questo motivo, lo scorso 12 gennaio il sindaco di Trino, Daniele Pane, aveva pensato di proporre il suo comune per realizzare il deposito permanente, ma, sempre stando a quanto afferma la delibera “diversi comuni sia della provincia di Vercelli che di Alessandria, i presidenti delle province di Vercelli e di Alessandria e quello della regione Piemonte, nonché alcune associazioni ambientaliste, non solo non hanno supportato l’iniziativa dell’autocandidatura, ma hanno espresso, con differenti modalità, una ferma e pervicace opposizione alla realizzazione dell’opera nel territorio piemontese, evidentemente non comprendendo le motivazioni di urgenza ed esigenza evidenziate da quest’amministrazione comunale”. Il tutto “senza alcuna proposta alternativa”, col risultato di “ritardare senza giustificato motivo la realizzazione di un’opera considerata strategica per la sicurezza del territorio”.
La polemica da parte della giunta del comune di Trino nei confronti delle altre istituzioni è fortissima, tanto che, contestualmente al ritiro dell’autocandidatura, il sindaco e gli assessori chiedono “alla regione Piemonte, alla provincia di Vercelli e ai comuni che si sono opposti di farsi parte attiva immediatamente per l’allontanamento istantaneo di tutto il materiale catalogato come rifiuto radioattivo attualmente stoccato presso i siti di Trino e di Saluggia”.
Il ritiro dell’autocandidatura di Trino riapre completamente l’iter per la scelta del luogo dove costruire il deposito nazionale di scorie radioattive. Le zone candidate sono sempre le 51 aree individuate come idonee dalla carta della Sogin, tra cui ben 21 in provincia di Viterbo.
Alessandro Castellani
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