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Viterbo - Consiglio comunale - Il consigliere Pd allo sportello di Bagnaia: "Ha chiesto alla dipendente perché io fossi lì provocandole disagio, non può farlo"

Se Alvaro Ricci va all’anagrafe, all’assessora Scardozzi che gliene importa?

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Alvaro Ricci all’anagrafe di Bagnaia. La presenza del capogruppo Pd nell’ufficio diventa un caso.

Un certificato da richiedere, la decisione di rivolgersi allo sportello della frazione, un veloce scambio con la dipendente comunale. L’occasione per fargli presente il problema del riscaldamento che non funziona, l’impegno da parte di Ricci a segnalarlo agli uffici. Cordiali saluti e rientro a Viterbo.


Viterbo - Consiglio comunale - Troncarelli e Ricci

Alvaro Ricci


Tutto bene, se non fosse che all’assessora all’Anagrafe Katia Scardozzi non sarebbe sfuggita la visita dell’esponente del Partito democratico e di questo si sarebbe informata con la dipendente.

Il che pone un problema a Ricci: “Chi l’ha informata della mia presenza – chiede Ricci in consiglio comunale a Scardozzi – e soprattutto cosa le interessa cosa faccio io a Bagnaia? Se svolgo le mie funzioni, le mie prerogative, non devo rendere conto a nessuno, nemmeno a lei. Qual è il suo interesse?”.

Ricci torna indietro al 4 marzo: “Ero andato per un certificato, poi ho risolto diversamente. Con l’occasione la dipendente, com molto garbo mi ha fatto notare la difficoltà dell’impianto di riscaldamento, che si può risolvere con poco. Tra certificato e quanto esposto saranno passati 15 o 20 minuti e sono andato via”.

Il giorno dopo accade qualcosa. “Il 5 marzo – continua Ricci – è successo un fatto poco piacevole. L’assessora avrebbe chiesto alla dipendente cosa stessi facendo lì, creando disservizi, fila di persone. Io sono andato lì perché non c’era nessuno e sono rimasto perché non c’era nessuno fuori.

Chi l’ha informata della mia presenza e cosa le interessa che io fossi a Bagnaia? Lei non può chiedere e nemmeno verificare il lavoro di una dipendente. Ci sono altri deputati a farlo, il dirigente, il capo ufficio.

Una situazione a dir poco sgradevole. Oltretutto, l’intervento dell’assessora Scardozzi so che ha provocato agitazione alla dipendente, che notoriamente è persona affabile, dedita al lavoro e disponibile”.


Katia Scardozzi

Katia Scardozzi


Ma per l’assessora, non c’è stato nulla di strano. “Tutte le mattine – spiega Scardozzi – passo negli uffici, saluto i dipendenti e chiedo se ci sono problemi. Così è accaduto, ho saputo di un tempo più lungo per un utente, che abbiamo calcolato in 10-15 minuti, per aiutare i dipendenti.

Quando un utente rimane più a lungo, a volte c’è un problema magari al computer e l’unica mia domanda è se ci fosse stato un problema e se potevo essere utile.

Mi è stato detto nessun problema e che c’era stato lei. Se la dipendente ci ha visto qualcosa di diverso da quello che faccio tutte le mattine, preoccuparmi che tutta vada bene, mi dispiace tantissimo. Sono entrata, ho chiesto e mi è stato detto che c’era stato Ricci. Non c’è nessun tipo di problema a passare qualche minuto con qualcuno”.

Il diretto interessato è tutt’altro che soddisfatto, le sue informazioni sono diverse, non sarebbe andato tutto in modo così sereno e serafico.

“Avrebbe potuto dire – ribatte Ricci a Scardozzi – che era stata una sua curiosità e sarebbe finita lì. Qualcuno l’ha informata, secondo me e lei ha chiesto cosa stessi facendo. Comunque, ci sono email e documentazioni, approfondiremo”.

Giuseppe Ferlicca


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22 marzo, 2024

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