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Cronaca - L'avvocato difensore del prete: "Da parte nostra c'è assoluta serenità" - La curia: "Piena fiducia nell'operato della magistratura"

Circonvenzione di incapace, indagato sacerdote della diocesi Civitavecchia-Tarquinia

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Civitavecchia - La chiesa di Gesù Divino Lavoratore

Civitavecchia – La chiesa di Gesù Divino Lavoratore

Civitavecchia – (eli.ca.) – Parrocchiana raggirata, indagato sacerdote della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Al prelato è stato notificato l’avviso di conclusione dell’indagine con l’accusa di circonvenzione di incapace.

Don Diego Pierucci, parrocco della chiesa di Gesù Divino Lavoratore, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della repubblica di Civitavecchia con l’accusa di circonvenzione di incapace. Al prelato è stato notificato l’avviso di conclusione dell’indagine.

I fatti, come riporta il Messaggero di Civitavecchia, risalirebbero al 2017 quando all’anziana parrocchiana Maria Marzialetti, venne diagnosticata una forma di demenza senile.

I parenti si sarebbero quindi rivolti al tribunale per la nomina di un tutore per gestire il conto corrente della donna, la macchina e altre proprietà. E durante l’udienza al palazzo di giustizia si sarebbe presentato anche il parroco sostenendo di essere già lui il tutore dell’anziana.

Il giudice, però, non avrebbe considerato attendibili le parole del prete, nominando un altro tutore.

Sempre secondo quanto riporta il Messaggero di Civitavecchia, da quel momento in poi sarebbero sparite ingenti somme di denaro – tra il 2019 e il 2021 – per un totale di circa 300mila euro. Il tutto destinato al sacerdote.

La signora è poi deceduta nel maggio 2023.

“Noi contestiamo totalmente questa tipo di accusa, la riteniamo totalmente infondata – ha dichiarato a Tusciaweb l’avvocato Alessandro Maruccio, difensore del parroco -. Metteremo in campo tutti gli strumenti necessari e adeguati per controbattere a questa accusa. Da parte nostra c’è assoluta serenità”.

Non ha tardato ad arrivare anche la risposta della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia guidata dal vescovo Gianrico Ruzza. “La curia vescovile – riporta la nota -, esprimendo piena fiducia nell’operato della magistratura, auspica che quanto prima la vicenda si risolva con le massime garanzie per le parti in causa.

L’accertamento della veridicità degli eventuali fatti, compito dell’autorità giudiziaria, sicuramente si baserà su elementi di prova ben più complessi rispetto alle ricostruzioni fatte dalla stampa locale.

La curia precisa, inoltre – si conclude la nota -, che i supposti addebiti giudiziari attribuiti al parroco non siano da ricondurre in alcun modo agli incarichi da questi ricoperti a livello diocesano”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 marzo, 2024

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