Budapest – Ancora una volta in aula con le manette ai polsi e alle caviglie, trascinata da una poliziotta con una catena. È entrata così nel tribunale di Budapest Ilaria Salis, la 39enne italiana in carcere da 13 mesi nella capitale ungherese con l’accusa di aver aggredito tre militanti di estrema destra.
Budapest – Ilaria Salis arriva in aula con le manette e le catene alle caviglie
A distanza di due mesi si ripete per Ilaria Salis la scena già vista in occasione dell’udienza del 29 gennaio, quando per la prima volta la 39enne era apparsa in aula con le mani e le caviglie legate. Immagini, quelle, che hanno indignato l’opinione pubblica italiana ed europea e acceso un forte dibattito sullo stato di diritto in Ungheria.
A quanto si apprende, questa mattina per problemi tecnici si sono allungati i tempi nel processo e il giudice avrebbe deciso di non ascoltare una delle presunte vittime e i due testimoni previsti per oggi.
Si dovrebbe quindi ascoltare solamente l’imputata, per poi passare alla decisione sulla richiesta dei domiciliari. La presuma udienza è già stata fissata per il 24 maggio.
Stando a quanti riporta l’Ansa, un gruppo di estremisti di destra avrebbe minacciato il gruppo composto dai legali e amici di Ilaria Salis al loro arrivo al tribunale. “Stai zitto o ti spacco la testa”, avrebbero detto.
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