Tarquinia – La processione del Cristo risorto non è soltanto un rito religioso. È anche un viaggio nella storia e nei ricordi di un tempo passato che grazie all’evento di Pasqua ogni anno torna attuale.
Tarquinia – La processione del Cristo risorto
Si parte dalle settimane precedenti quando i portatori dei tronchi sfilano per le vie del centro storico, di sera, per preparare al meglio l’impegnativo trasporto. E si prosegue nella settimana pasquale in cui l’attesa della domenica diventa ogni giorno più forte.
Tarquinia – La processione del Cristo risorto
Dopo la santa messa di stamani, nel pomeriggio spazio all’evento clou che parte con la riunione dei portatori al chiostro San Marco e la successiva benedizione davanti alla chiesa di San Leonardo. Nel mentre, la celebre statua rimane in attesa nella piccola chiesa di San Giuseppe che è incastonata tra le vie di fronte al comune.
“La nostra cerimonia è antica e importante – spiega il sindaco Alessandro Giulivi –. Saluto tutte le famiglie che oggi si sono riunite, tutti i cittadini che aspettano questo momento e tutti i turisti venuti apposta nella nostra città. Oggi la croce numero 5 porta il lutto per la scomparsa di Valentina Paterna. La vogliamo ricordare così“.
Tarquinia – La processione del Cristo risorto
Presenti anche il presidente della provincia Alessandro Romoli, il parroco Augusto Baldini e il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia Gianrico Ruzza.
“È una gioia partecipare a questo momento che per i tarquiniesi è forse la tradizione più sentita – prosegue quest’ultimo –. Purtroppo Valentina Paterna non c’è più ma sappiamo che esiste la resurrezione e quella di oggi è anche la festa di Valentina. Gesù ha distrutto la morte e ci ha dato la speranza, dobbiamo pregare per la pace“.
Tarquinia – La processione del Cristo risorto
Applausi e commozione durante il discorso. I fucili degli sparatori, con alcuni colpi, riportano l’attenzione sull’imminente trasporto. I portatori si spostano a San Giuseppe e il Cristo risorto viene trasportato fuori dalla chiesa.
Si parte in orario tra la folla densa fin dai primi angoli del percorso che si snoda tra il centro storico e l’ospedale, dove arriva un tronco per il classico saluto ai pazienti.
Sparatori, portatori dei tronchi, stendardo, lampioni e statua corrono e danzano sulle note della banda musicale Giacomo Setaccoli.
Il percorso chiude con il tratto più impegnativo lungo corso Vittorio Emanuele e piazza Giacomo Matteotti. Una breve sosta anticipa l’ultimo sforzo dei portatori che sfilano ai piedi del comune e portano il Cristo risorto e i tronchi tra il palazzo comunale e la chiesa di San Leonardo.
Un altro trasporto è compiuto in maniera impeccabile.
Samuele Sansonetti
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