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Viterbo - Comune - La delibera passa con 22 sì e 8 no - Previste quattro rate per il pagamento - L'assessore Ricci rimette la delega all'edilizia pubblica mantenendo le altre: "Nessuna incompatibilità col posto all'Ater, ma solo un gesto di responsabilità"

Ok del consiglio al regolamento Tares

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L'assessore all'Urbanistica Alvaro Ricci

L’assessore all’Urbanistica Alvaro Ricci

L'assessore all'Urbanistica Alvaro Ricci

L’assessore all’Urbanistica Alvaro Ricci

Il minuto di silenzio per Aldo Caparrelli

Il minuto di silenzio per Aldo Caparrelli

Il minuto di silenzio per Aldo Caparrelli

Il minuto di silenzio per Aldo Caparrelli

Filippo Rossi e il sindaco Leonardo Michelini

Filippo Rossi e il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

Gianluca De Dominicis del M5s

Gianluca De Dominicis del M5s

Gianluca Grancini (Fratelli d'Italia)

Gianluca Grancini (Fratelli d’Italia)

Gianmaria Santucci di FondAzione

Gianmaria Santucci di FondAzione

Filippo Rossi e Romolo Rossetti

Filippo Rossi e Romolo Rossetti

Maurizio Tofani, capogruppo di Oltre le mura

Maurizio Tofani, capogruppo di Oltre le mura

– Regolamento Tares, ok del consiglio.

Passa con 22 sì e 8 no la delibera sul regolamento della tassa comunale sui rifiuti introdotta dal decreto Salva Italia. Quattro le rate stabilite per il pagamento: la prima a settembre, mentre le altre scadenze sono state a fissate a ottobre e novembre del 2013 e febbraio del 2014. L’acconto da versare è il 90 per cento della Tarsu dello scorso anno.

Soluzioni che non trovano d’accordo la minoranza che ha storto la bocca. Prima della votazione, Pdl, Fratelli d’Italia, Viterbo 2020, FondAzione e Movimento 5 stelle hanno, infatti, presentato due emendamenti, uno per diluire di più i termini fissati per la rateizzazione dell’importo e l’altro per abbassare l’acconto dal 90 all’80%. Modifiche che sono state bocciate, con la maggioranza compatta sul fronte del no.

Quindi la votazione nominale sul provvedimento. Sono 22 i sì e 8 i no della minoranza, con Gianluca De Domnicis che, pur avendo sottoscritto le modifiche della minoranza, ha dato il suo voto favorevole.

Passa, invece, all’unanimità l’emendamento proposto dal vicesindaco Luisa Ciambella che proroga al 30 novembre il pagamento per chi decide di farlo in un’unica volta.

Sulle provvedimento interviene Claudio Ubertini, capogruppo del Pdl. “Sono perplesso – ha commentato -. L’aspetto politico è prevalso sul bene comune. Dilazionare le rate, come abbiamo proposto, avrebbe rappresentato una boccata d’ossigeno per i cittadini. La maggioranza, però, ha preso i  nostri emendamenti come una rivalsa meramente politica”.

Gli ha risposto Maurizio Tofani, capogruppo di Oltre le mura. “Spesso dobbiamo fare atti che non ci convincono – ha detto Tofani -. L’introito della Tares ci consente di garantire i servizi al cittadino. Al contrario, diluire nel tempo il pagamento, non ce lo permetterebbe. Faccio quindi un appello di responsabilità alla minoranza per non strumentalizzare la vicenda e andare incontro alle problematiche della città”.

Ecco quindi la controreplica di Luigi Maria Buzzi (Fdi). “Non strumentalizziamo nulla – ha ribattuto Buzzi -. La delibera ha avuto un iter velocissimo e abbiamo solo proposto le prime soluzioni che ci sono venute in mente e che per noi meglio potevano rispondere alle esigenze dei cittadini”. In linea con Buzzi anche Gianmaria Santucci (FondAzione). “Se c’è qualcosa di strumentale – ha affermato il consigliere -, non è sicuramente il nostro comportamento, coerente anche con quello che abbiamo fatto in commissione. Abbiamo presentato delle proposte che sono state bocciate, ancor prima di finire di illustrarle. E’ per questo che non me la sento di votare un provvedimento che non condivido sia nella forma che nella sostanza”.

Ad aprire il consiglio le interrogazioni dei consiglieri. Elpidio Micci (Pdl) rompe il ghiaccio. “A due mesi dall’insediamento dell’amministrazione, la sensibilità mostrata in campagna elettorale per le frazioni mi sembra affievolita – ha detto Micci -. Ancora non è stata affidata la delega al decentramento, la polizia locale è praticamente assente e in molte zone manca la segnaletica orizzontale”. Quali soluzioni, quindi? Nel replicare, la Ciambella ha sottolineato “l’attenzione pregnante dell’amministrazione per le frazioni che sta lavorando per dotarsi del migliore strumento di gestione”.

Frazioni al centro anche dell’interrogazione di Chiara Frontini che chiede chiarimenti sull’istituzione dei consigli territoriali. Per vere risposte dovrà attendere la riunione dell’apposita commissione in programma per il prossimo martedì. La consigliera di Viterbo 2020 ha interrogato poi la Saraconi sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e sulla differenziata. “Attualmente – ha detto la Saraconi – non è possibile il riciclo dell’organico, perché non c’è una discarica adatta allo scopo nella nostra zona. In città, il livello di differenziata è al 17%. Prevediamo di raggiungere l’obiettivo del 65% entro il 2020. L’importante ora è che la il servizio parta”.

Quindi Luigi Maria Buzzi (Fdi) che vuole chiarezza sulla delibera che introduce la figura del cosiddetto omogenizzatore culturale. Secca la risposta di Michelini che ha definito la delibera un “documento di previsione”. L’intervento di Buzzi si concentra quindi sulle iniziative culturali in programma per l’estate. “A oggi, non abbiamo un cartellone per l’estate che ormai è arrivata finita – ha puntualizzato Buzzi -. Ancora si parla di portare le proposte in commissione e i lavori potrebbero richiedere tempo. Rischiamo di non avere una programmazione. Mi auguro che i 3000 euro che sembravano previsti per l’omogenizzatore siano quindi usati per finanziare iniziative sul territorio. Troppi eventi non hanno avuto risposte e altri sono caduti nel vuoto. Non è possibile”.

Nel dibattito trova spazio anche l’arsenico. E’ Gianluca de Dominicis (M5s) a voler conoscere lo stato dei lavori dei dearsenificatori. Michelini ha chiarito che “gli impianti saranno portati a termine entro il 2014 e che comunque l’amministrazione è al lavoro con Talete per individuare soluzioni alternative a evitare i costi di manutenzione”.

Sul rifinanziamento da parte del Comune per le opere di urbanizzazione nel piano di zona in località Acquabianca è, invece, Ubertini (Pdl) a mostrare i suoi dubbi. Il capogruppo chiede come mai “il comune dall’oggi al domani abbia sollecitato i soggetti assegnatari dei lotti a stipulare convenzioni entro il primo agosto, pena la revoca dell’assegnazione”.

La risposta arriva dall’assessore Ricci. “Già da consigliere comunale della precedente amministrazione – ha affermato – avevo messo in guardia per evitare di arrivare a questo punto. Ora, i progetti devono partire per evitare che il comune si trovi nella condizione di dover restituire ai privati i soldi che hanno anticipato. Una somma di circa cinque milioni di euro”.

L’impegno a trovare una soluzione è stato assunto da Raffaella Saraconi, visto che proprio durante la seduta di ieri, Ricci ha comunicato di voler rinunciare alla delega all’edilizia pubblica, mantenendo comunque le altre all’Urbanistica, all’edilizia privata, al centro storico e all’esproprio.

“Ho lasciato la delega all’edilizia pubblica per un atto di rispetto e per scrupolo – ha motivato Ricci -. Sono dipendente dell’Ater e mi sembrava opportuno prendere questa decisione, pur non essendoci incompatibilità. Non volevo si potesse intravedere una commistione tra i miei due ruoli. Spero l’assessora Saraconi abbia tanto da lavorare e speriamo che l’edilizia pubblica, e in particolare quella sovvenzionata, diventi di attualità e una realtà concreta per la nostra città”.

Prima di chiudere i lavori, è stata inoltre data la notizia del mancato finanziamento da parte della Regione Lazio per la rivalutazione del centro storico. Ad annunciarlo, su interrogazione della consigliera Martina Minchella, è lo stesso Ricci. “La Regione Lazio – ha concluso l’assessore – ha deciso di non erogare il contributo perché la richiesta non era corredata dalla delibera con cui la precedente amministrazione si impegnava a cofinanziare il progetto. Con la consigliera Minchella, impegneremo ad accertare questa mancanza”.

La seduta del consiglio comunale di ieri si è stata aperta con un minuto di silenzio per Aldo Caparrelli, l’imprenditore viterbese scomparso martedì scorso all’età di 71 anni. Caparrelli è stato ricordato per il suo contributo allo sport e al volontariato cittadino.

Paola Pierdomenico


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26 luglio, 2013

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