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Caprarola - Lo spettacolo si terrà il 27 luglio alle 21,30

Shulùq in scena a “Di voci e di suoni”

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Caprarola

Caprarola

– Sul festival di musica e teatro popolare “Di voci e di suoni” a Caprarola soffia un vento nuovo: lo scirocco, il vento di mezzogiorno.

Il titolo dello spettacolo che verrà messo in scena sabato 27 luglio alle 21.30 presso il cortile interno di Palazzo Farnese, è infatti “Shulùq”, scirocco tradotto in arabo, ed è il termine usato dai marinai tunisini per indicare il vento caldo proveniente dal Sahara e da altre regioni del nord Africa che soffia su tutte le terre bagnate dal Mediterraneo.

Questo progetto, che vede Calogero Giallanza al flauto, Salim Dada alla chitarra, Andrea Piccioni alle percussioni e con la partecipazione dello straordinario chitarrista Simone Mor, vuole essere un omaggio ai popoli e alle culture che si affacciano sul Mediterraneo attraverso l’incontro di musicisti provenienti da diverse aree geografiche ed esperienze culturali e musicali.

Il Mare Nostrum è inteso come luogo ideale dove sono possibili la compresenza di passato, presente e futuro, e la convivenza delle esperienze e degli ideali dei popoli che si bagnano nelle sue acque.

Lo scirocco, vento caldo e umido, simboleggia il respiro del Mediterraneo, e per estensione l’anima del Mare Nostrum, un “ponte” fatto di armonie, di suoni e di sensibilità che accomunano tutte le genti che vivono sulle sue coste.

I loro miti, i colori, i profumi ed i racconti, il loro sentire unico seppure espresso in multiformi generi e stili, in un grande alveo umano e geografico pieno di echi culturali remoti e recenti, di storie intrecciate, di fatica e dolore, di gioie e passioni, di partenze ed esodi, di speranze e nostalgie, sonante in polifonia di lingue diverse: un “mare nostro” che nonostante tantissime volte si sia bagnato di sangue, riesce comunque a parlare di pace.


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26 luglio, 2013

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