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Viterbo - L'architetto, che sarà anche l’ideatore della nuova e prossima macchina di santa Rosa Dies Natalis, svela qualche dettaglio sull'idea che sta portando avanti per realizzare gli allestimenti della kermesse floreale

San Pellegrino in fiore, Raffaele Ascenzi: “A Viterbo capitelli, colonne tortili e pavimenti trasudano di geometrie e forme del mondo dei fiori e delle piante”

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Viterbo – L’edizione 2024 di San Pellegrino in fiore è ormai alle porte. Dal 1 al 5 maggio torna il tradizionale appuntamento nel centro storico del capoluogo della Tuscia.


Viterbo - Raffaele Ascenzi

Viterbo – Raffaele Ascenzi


Il progetto vincitore per quest’anno è stato svelato lo scorso 20 febbraio. Sarà Raffaele Ascenzi ad occuparsi degli allestimenti. L’idea dell’architetto, che sarà anche l’ideatore della nuova e prossima macchina di santa Rosa Dies Natalis, è condivisa con un gruppo di professionisti. E a poco meno di un mese dalla manifestazione, lo stesso Raffaele Ascenzi racconta quello che sarà il suo San Pellegrino in fiore. Lo fa con un post Facebook, firmato anche da tutta la squadra che lo affianca nella preparazione della kermesse floreale: Andrea Rodolico Federico Ciatti, Francesco Moretti, Marco Porcorossi, Alessandro Scorza, e “per il grande aiuto floreale” Ferdinando Sciarrini. 

“Il cuore del centro storico di Viterbo fonda prevalentemente la sua immagine architettonica ed urbanistica su quell’impianto medievale che ancora oggi definisce un ‘paesaggio urbano’ in cui il rapporto tra la pietra degli edifici ed il verde si carica di suggestioni ed epifanie soprattutto da un punto di vista simbolico”, si legge nel post che fa riferimento al periodo storico che caratterizza gran parte di Viterbo, in particolare il quartiere di San pellegrino.


Viterbo - San Pellegrino in Fiore 2019

Viterbo – San Pellegrino in Fiore 2019


Una descrizione che prosegue sottolineando il connubio tra medioevo e natura: “Se è vero infatti che la città nasce per dare riparo all’ uomo dai pericoli di una natura ‘selvaggia’ e ‘maligna’ è altrettanto vero che una delle più formidabili espressioni della natura stessa, ovvero le piante, sono state per l’uomo strumento capace di farlo progredire e migliorare sotto i più svariati aspetti e campi che spaziano dall’uso meramente scientifico e funzionale delle stesse fino ad arrivare ad un approccio più artistico e poetico che ancora oggi definisce il nostro immaginario collettivo”.

“Esempio di quanto detto sono le architetture del Medioevo che, come sostiene Victor Hugo nel capitolo ‘Questo ucciderà quello’ all’interno del capolavoro letterario ‘Notre Dame di Parigi’ del 1831, sono state ‘…fino al quindicesimo secolo, il principale registro dell’umanità…’ e che ‘…non apparve nel mondo un pensiero un po’ complesso che non si sia fatto edificio…’ e che ‘… il genere umano…non l’abbia scritto in pietra’ – si legge -. Non fuggono pertanto da questa scrittura su pietra i fiori e le piante che nel Medioevo acquisiscono nelle architetture una forte connotazione stilistica, formale, decorativa e soprattutto simbolica a definizione di un testo che, seppur ermetico, è ancora oggi aperto a tutti.

In ultimo il chiaro riferimento al capoluogo della Tuscia: “Nelle architetture della città di Viterbo, capitelli, colonne tortili, modanature, trabeazioni e pavimenti trasudano di geometrie e forme prese in prestito dal mondo dei fiori e delle piante. Non vediamo l’ora di iniziare ad allestire le Vie e le Piazze… Ci vediamo in centro”.


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6 aprile, 2024

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