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– Si finge minorenne e con minacce d’aborto per sfuggire ai carabinieri.
Chiuso il cerchio dei furti perpetrati ai danni delle abitazioni di via Vecchia della Stazione e della località Piano a Tarquinia, che ha visto nei mesi scorsi, numerose ville prese d’assalto, anche in pieno giorno con finestre divelte, cassaforti forzate, denaro e gioielli svaniti nel nulla.
Proprio ieri infatti, due stranieri del campo nomadi di Roma Olimpico, sono stati presi dai carabinieri che da tempo monitoravano la zona nel tentativo di contrastare questo fenomeno. In particolare, nella tarda mattinata, i malviventi avrebbero prima fatto irruzione in una villa al Piano, portando via e danneggiando il sistema di videosorveglianza, poi, nella vicina via Vecchia della stazione, approfittando dell’apparente assenza degli inquilini, sarebbero entrati da una finestra di una villa quadrifamiliare dopo esser risusciti a forzare la tapparella, che era bloccata da un sistema di fermi anti effrazione.
In questo caso, però, una vicina di casa avrebbe sentito i forti rumori provenire dal retro della casa e dopo aver chiamato i carabinieri, ha tentato invano di ostacolare la fuga dei malviventi, che vistisi scoperti, son saltati dalla finestra del primo piano e sono fuggiti. Da lì a breve sono subito scattate le ricerche dei carabinieri che, raccolta la descrizione dei malviventi, si sono messi sulle loro tracce.
Proprio uno dei militari in borghese, girando per le vie limitrofe a bordo della sua macchina, ha individuato una coppia di giovani corrispondenti alla descrizione e ha iniziato a pedinarli. A un certo punto, li ha visti avvicinarsi ai citofoni del portone di un condominio di via Madre Teresa di Calcutta e suonare ripetutamente alcuni campanelli.
I giovani a quel punto però si sono sentiti probabilmente osservati e sono fuggiti all’interno del centro commerciale Top 16, dove hanno acquistato due magliette con le quali probabilmente intendevano cambiarsi d’abito per sfuggire a una possibile identificazione. Ad attenderli però fuori dal centro commerciale, c’erano due pattuglie della stazione locale, che li hanno immediatamente bloccati e caricati sulle macchine.
Durante il rientro in caserma, i carabinieri, passando di nuovo per via Vecchia della Stazione, sono stati letteralmente bloccati da una gruppo di abitanti del posto radunatisi sotto una delle abitazioni prese d’assalto dai malviventi e si sarebbero scagliati contro la macchina nel tentativo di linciarli. A fatica i militari azionando i dispositivi acustici dei mezzi, sono riusciti a raggiungere la caserma. Qui i due avrebbero detto di essere minorenni, mostrando delle fotocopie di documenti stranieri contraffatti. Uno si sarebbe dichiarato tredicenne e l’altra come diciassettenne incinta con minacce di aborto.
I militari li hanno però condotti in ospedale e il maschio, al termine di un esame antropometrico è risultato avere 15 anni mentre la donna, accuratamente visitata è risultata seppur incinta alla 17esima settimana di gestazione, ma in ottimo stato di salute.
Dal referto pervenuto ai carabinieri è emerso che la ragazza, nel vano tentativo di evitare il carcere si sarebbe procurata nel bagno dell’ospedale, delle lesioni al basso ventre, per indurre in inganno i sanitari sulla possibilità di una gravidanza a rischio. I militari hanno sottoposto la giovane ai rilievi foto segnaletici, dai quali sono emersi ben 15 alias con i cui nomi questa aveva accumulato negli anni numerose condanne per furti in appartamento ed inoltre, è emerso che la stessa aveva ben 23 anni e non 17 come aveva dichiarato agli investigatori.
Al termine della giornata per la ragazza, su disposizione dell’autorità giudiziaria della procura di Civitavecchia, è stata arrestata, mentre il minore è stato affidato a un istituto assistenziale, su indicazione del pm presso la procura dei minori di Roma.
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