I cavi di via Saffi
Viterbo – Via Saffi, cavi ovunque e in paio di casi pure scoperti.
Fili e cassette, appiccicati ai muri. Telefono, elettricità e quant’altro. Fatto sta che sono tanti, come in tutto il centro storico. Una questione sollevata già anni fa, da questo giornale, ai tempi del Covid. A partire da San Pellegrino, quartiere medievale. Tante parole, ma poi, alla fine, non è successo niente. Come serpenti che strisciano sui muri, stanno ancora là, a penzoloni o in orizzontale, su case e torri del centro storico. Stagliati nel cielo tra un palazzo e l’altro. Sullo sfondo, rilievi e finestre.
Viterbo – I cavi di via Saffi
Via Saffi, Viterbo. Una via, un tempo del commercio, oggi divisa in due. Da piazza Fontana grande a palazzo Gentili, ristoranti, bar, abbigliamento e artisti. Qui la strada è rinata. Da Palazzo Gentili in poi, quasi il deserto. Molti i locali sfitti, con diverse attività travolte da una crisi economica decennale. Una via ricca di storia, da casa Poscia alla chiesa di San Callinico, ortodossa, una volta dedicata a Sant’Ignazio, gesuita.
Se si alza lo sguardo, cosa che fanno i turisti, i cavi invadono la vista. Onnipresenti. Tutt’altro che belli. In un paio di casi, come già detto, persino scoperti.
Viterbo – Via Saffi
Il primo, all’imbocco della via, vicino all’imbocco di via della Pace. Una manciata di fili stesi come panni. A un palmo da una finestra. In fondo sono scoperti.
Viterbo – I cavi di via Saffi
Il secondo, tra via Saffi e via Fontanella del suffraggio. Un cavo arrotolato, che strozza un antico candelabro addossato a palazzo Gentili. Il filo tocca poi terra. Anch’esso scoperto.
Daniele Camilli
Fotogallery: I cavi di via Saffi
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