Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Denatalità e dimensionamento scolastico al centro dell'incontro in provincia con l'assessore regionale Schiboni - Domani arriva la bozza per le osservazioni - Buone notizie dal provveditore Peroni: "Garantite tutte le prime classi per il nuovo anno"

In un anno 650 alunni in meno nelle scuole della Tuscia

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Viterbo – Dallo scorso anno 650 alunni in meno. Per la scuola, nella Tuscia questo è il problema. La denatalità è stata al centro dell’incontro con l’assessore regionale Giuseppe Schiboni (Scuola), in provincia, nella seduta dedicata al dimensionamento scolastico, con i consiglieri e i sindaci. Domani la regione trasmetterà una bozza cui poi si potranno fare osservazioni. Una novità rispetto al passato.


Giuseppe Schiboni

Giuseppe Schiboni


Ci sono 23 istituti da accorpare nel Lazio e se Maurizio Palozzi (Pd) vorrebbe capire quanti ne toccano a Viterbo, ci si può provare a consolare con intanto i criteri da adottare, non contano più solo i numeri, come hanno spiegato assessore Schiboni e dirigente regionale Agnese D’Alessio. C’è maggiore autonomia nella scelta, seppure in una situazione complessa.

Qualche buona notizia l’ha portata il provveditore Daniele Peroni: “Il 18 aprile – spiega Peroni – è il termine ultimo entro cui l’ufficio scolastico regionale stabilisce l’organico di diritto delle scuole.


Sabatini, Zelli, Romoli, Schiboni e D'Alessio

Sabatini, Zelli, Romoli, Schiboni e D’Alessio


A Viterbo abbiamo chiuso e ritengo che sia stato fatto un buon lavoro. Nonostante le difficoltà derivanti dalla forte denatalità, siamo riusciti a garantire l’apertura di tutte le prime classi che sono state richieste. In questo mi sento di rassicurare tutti i comuni”.

Pur con un segno meno preoccupante. “Dallo scorso anno ci sono 650 alunni in meno, un’enormità. Problema non solo di Viterbo, ma di tutta Italia”.


Daniele Peroni

Daniele Peroni


L’ha sottolineato anche Schiboni, provando a sdrammatizzare. “La natalità è il vero nodo – dice Schiboni – ma non chiedete a me, io ho già dato con quattro figli”. Uscendo dalla battuta: “Quest’anno vogliamo invertire il processo per il dimensionamento. Oggi abbiamo una bozza da condividere con la provincia e gli attori interessati. Finora la giunta regionale approvava le linee guida e poi le trasmetteva alle province.

La programmazione della rete scolastica deve prendere in considerazione vari aspetti, dai collegamenti, alla dotazione strutturale, i servizi complementari”.

Qualcosa è cambiato. “Nel 2011 – ricorda la dirigente regionale Agnese D’Alessio che si occupa di dimensionamento – si seguiva un criterio esclusivamente numerico, con le scuole che non raggiungevano i 600 alunni come indicazione. Un semplice calcolo numerico. La norma dal 2022 è stata modificata, si dà possibilità alle regioni di gestire il numero complessivo delle autonomie scolastiche.


Romoli e Schiboni

Romoli e Schiboni


Il numero di dirigenti è definito dal governo e comunicato alle regioni che in autonomia lo applicano”.

Un incontro, quello a palazzo Gentili, utile, come ha ricordato il presidente della provincia Alessandro Romoli, per anticipare i tempi: “Mettere in piedi proposte, poi da sottoporre alla regione in modo partecipato.

La scarsa natalità è il problema, in comuni piccoli si registrano 5 o sei nati in un anno e si fa fatica a formare le classi delle scuole primarie”.


Dimensionamento scolastico - Il consiglio provinciale


In sala anche i consiglieri regionali Giulio Zelli e Daniele Sabatini. E se il primo è felice del fatto che quest’anno non si perderanno classi, Sabatini sottolinea la concertazione con i territori sia un passaggio importanti: “Affrontare il tema del dimensionamento ad aprile non era mai accaduto, come diciamo noi, se ne è sempre parlato dopo Santa Rosa o comunque dopo l’estate”.

Giuseppe Ferlicca


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato ufficiale della Regione

Iniziati oggi gli incontri tra la Regione Lazio e i consigli provinciali. Obiettivo, per aprire il dialogo sulla bozza delle linee guida per la programmazione della rete scolastica regionale 2025/2026. L’iniziativa fortemente voluta dall’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al Merito della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni, è partita dalla Provincia di Viterbo, cui seguiranno le altre Province del Lazio.

Erano presenti all’incontro il presidente, Alessandro Romoli, i sindaci del territorio, il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Daniele Sabatini, il consigliere regionale, Giulio Zelli, le parti sociali e tutti gli organi scolastici interessati.

“Abbiamo impostato la definizione di questo documento sul dialogo e sul confronto, rispettando le peculiarità di tutti e i territori e le esigenze delle singole comunità. Infatti, in questo modo, ribaltando la logica seguita sinora abbiamo scelto di riportare la discussione sui territori, all’insegna della responsabilità e della collaborazione istituzionale.

Come Regione Lazio intendiamo tenere in considerazione le dinamiche sociali, il sistema dei collegamenti e dei trasporti. Tenendo conto anche della dotazione strutturale degli edifici, anche in relazione agli interventi di edilizia scolastica previsti e in fase di realizzazione, e le reali opportunità di inserimento dei giovani in un contesto lavorativo”.

Lo ha dichiarato l’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al Merito della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni.

Tra le novità di questo piano, infatti, c’è la volontà di decidere e razionalizzare l’offerta formativa delle scuole superiori. Il tutto all’insegna dell’omogeneità e con un’ottica di ricadute in termini occupazionali. Proprio per questo, nel corso del consiglio provinciale, Agnese D’Alessio, dirigente regionale dell’area per il diritto allo studio scolastico e universitario, ha illustrato la bozza di programmazione sotto il profilo tecnico.

Per l’anno scolastico 2025-2026 le misure di riorganizzazione della rete scolastica potranno prevedere l’accorpamento, la disaggregazione e il cambio di aggregazione delle Istituzioni scolastiche del I ciclo e del II ciclo (Direzioni didattiche, Istituti comprensivi, Scuole secondarie di primo grado, Scuole secondarie di secondo grado) presenti nel territorio regionale o di parti di esse (plessi, sezioni staccate o succursali).

I Comuni, le Province e la Città Metropolitana di Roma Capitale, nell’individuare le istituzioni scolastiche su cui intervenire, dovranno tenere conto delle varie specificità territoriali e, in particolare, della necessità di salvaguardare i presidi scolastici presenti nei Comuni montani, nelle isole dell’arcipelago Pontino e nei territori particolarmente isolati o disagiati.

“La bozza sarà condivisa con tutte le Province, con le parti sociali e con tutti gli organi scolastici. La parola d’ordine è concentrazione. La finalità e la priorità sono quelle di aumentare e migliorare i servizi a sostegno dei giovani con scelte che devono essere misurate sulle esigenze effettive dei territori. Con un’ottica di sviluppo, di qualità ed efficienza dell’intero sistema formativo”, ha concluso l’assessore della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni.

 


Condividi la notizia:
16 aprile, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/