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Viterbo - Già sottoposto all'avviso orale del questore - Non potrà uscire di casa dalle 21 alle 6 e partecipare a riunioni pubbliche

Spacciatore abituale finisce in manette due volte in tre mesi, scatta la sorveglianza speciale

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Polizia

Polizia

Fabio Zampaglione

Il dirigente Fabio Zampaglione

Viterbo – Spacciatore abituale finisce in manette due volte in tre mesi, scatta la sorveglianza speciale.

“Nei giorni scorsi il tribunale di Roma – Sezione misure di prevenzione ha emesso la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di polizia di pubblica sicurezza nei confronti di un italiano, di venticinque anni, pluripregiudicato e già sottoposto all’avviso orale del questore – fanno sapere con una nota dalla questura.

Il predetto, nel corso del tempo si è reso protagonista di una serie di reati relativi alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Infatti lo stesso in più occasioni è stato tratto in arresto perché sorpreso in possesso di droga, di materiale e strumenti necessari per il confezionamento della stessa, nonché di denaro provento dell’attività di spaccio.
In particolare, lo scorso settembre l’uomo si è dato alla fuga alla vista della forze dell’ordine che, dopo essere riuscite a bloccarlo, lo sottoponevano a perquisizione personale estesa anche all’abitazione, rinvenendo una notevole quantità di sostanza stupefacente e di denaro. A novembre, sottoposto a controllo, veniva nuovamente arrestato per possesso di droga nonché di banconote di vario taglio.

Considerato che il soggetto risulta senza dubbio abitualmente dedito all’attività di cessione di sostanza stupefacente, tenuto conto del numero e della frequenza degli arresti per detenzione e cessione di droga ed accertato il grado di pericolosità dello stesso che, noncurante dell’avviso orale a cui era stato sottoposto per gli stessi reati, continuava senza esito nell’esercitare l’attività illecita, a seguito di una scrupolosa istruttoria effettuata dal personale della polizia di stato della divisione anticrimine, su richiesta del questore di Viterbo veniva emessa nei suoi confronti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di anni due, con l’obbligo di non rincasare la sera più tardi delle ore 21,00 e di non uscire la mattina prima delle 6,00, di non partecipare a pubbliche riunioni, di non tenere armi e di non associarsi a persone che hanno subito condanne o sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza.

L’inosservanza delle prescrizioni e degli obblighi della sorveglianza speciale – conclude la nota della questura -, è punita con l’arresto”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 aprile, 2024

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