Viterbo – Il Pd come l’araba fenice, l’ uccello rosso fuoco che cade e risorge? Già a un anno e mezzo dalla nascita, Piero Fassino parlò di funerale, quel martedì 17 di febbraio quando Veltroni lasciava la segreteria perché “Non ce l’ho fatta a fare il partito che volevo”.
Marco Damilano, giornalista non lontano dalla compagnia (oggi si dice, ma un po’ arditamente, comunità) associò la fine ad un “pacco di tessere con sopra l’immagine della manifestazione al Circo Massimo che giace malinconicamente abbandonato al pianterreno del Nazareno”.
Nove, tra segretari e reggenti, i caduti. Evasi dal sepolcro come Renzi per un mausoleo proprio o rancorosi come Zingaretti “Mi vergogno del mio partito”.
Poi resurrezioni, seppur brevi, fino all’attuale segretaria abbattuta nelle sezioni e risorta nei gazebo. Era arrivata da lontano, svizzera di Lugano, padre americano, ascendenze da Leopoli in Ucraina, tre passaporti, nome da jet set, Elly Ethel Schlein, e modi arrotondati a Bologna dove ha studiato e anche governato.
Roma, i palazzi, il Nazareno e i suoi abitanti sono, però, un’altra cosa. Da cambiare certo e soprattutto per scongiurare, con le elezioni di giugno, il passaggio troppo repentino ad un altro segretario per resurrezione.
Una capitale che ebbe l’impero sulla terra e da un paio di millenni ospita chi dice di avere in consegna le chiavi dell’aldilà pretende i suoi tempi e riti, ma Elly – che, ebraica per parte di padre, è più antica dei cristiani, per nascita guarda i malanni di Bruxelles dal benessere della natia Svizzera e col passaporto americano può anche lei ritenersi in diritto di farsi esportatrice di democrazia – pare non curarsene molto e si butta sulle tessere.
Quelle che a Damilano davano il senso della fine e che lei, invece, pensa di rilanciare stampandoci gli occhi di Berlinguer. Per esortare? Per ammonire? O più banalmente ”Se Berlinguer vedesse”? Come quando i romani di Borgo Pio al passare dei macchinoni di papi e cardinali targati SCV mormoravano : “Se Cristo Vedesse”.
C’è voluto un papa “venuto dalla fine del mondo” per rottamare il parco Mercedes del Vaticano e mandare in utilitaria i monsignori. La Elly, che è solo svizzero-americana di Bologna, eviterà la fine dell’araba fenice nel mirino dei cacciatori che chiama cacicchi?
È stato detto che il suo partito è un prodotto da fusione fredda, avvolto in un manifesto cui hanno messo mano in tanti. Una commissione di cento tra ex democristiani, ex comunisti e reduci vari; laici e clericali, lgbt, senatrici col cilicio e chi più ne ha…. Idee senza ideologie da calare sull’irrinunciabile pragmatismo di chi deve trovare i voti?
Berlinguer scelse di accordarsi con i democristiani nel governo di solidarietà nazionale, ma poi ruppe, nonostante Moro. Con gli occhi di Berlinguer sulle tessere, Elly Ethel Schlein vuol ripetere lo strappo? Tornare indietro?
“Il Pd non è la prosecuzione del Pci. Siamo un’altra cosa e non posiamo accettarlo”, l’ha avvertita Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario dei Popolari post Dc, considerato molto vicino ad uno dei capi degli allora cattolici democratici, Sergio Mattarella. E, se Berlinguer vedesse?
Renzo Trappolini
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