Madrid – Dopo cinque giorni di “pausa di riflessione”, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha deciso: rimarrà alla guida del governo di Madrid.
Pedro Sanchez
“Ho deciso di andare avanti con più forza alla guida del governo di Spagna”, ha detto Sanchez, che ha già comunicato la sua decisione al re Felipe VI.
Sanchez si è preso cinque giorni per riflettere se continuare o meno alla guida del governo spagnolo dopo l’apertura di un’inchiesta nei confronti della moglie Begoña Gómez. L’indagine è stata aperta sulla base di una denuncia per presunta corruzione e traffico di influenze presentata dal sindacato di estrema destra Manos Limpias.
“Mi urge rispondere alla domanda se vale la pena, nonostante il pantano nel quale l’estrema destra pretende di trasformare la politica. Se devo proseguire alla guida del governo o rinunciare a questo grande onore – aveva detto il premier spagnolo prima di prendersi una pausa di cinque giorni per riflettere sulla situazione -. Non arrossisco a dirlo, sono un uomo profondamente innamorato di mia moglie, che vive con impotenza il fango che gettano quotidianamente su di lei”.
Nel corso degli ultimi giorni il premier Sanchez e la moglie Gomez hanno ricevuto grandissime manifestazioni di solidarietà. Sono migliaia infatti i manifestanti che sono addirittura scesi per strada e si sono recati sia davanti la sede del Partito socialista operaio spagnolo che a quella del congresso dei deputati per denunciare quella che definiscono una macchina del fango da parte dell’estrema destra per colpire il governo. “Mia moglie e io sappiamo che questa campagna di discredito non si fermerà, sono 10 anni che la subiamo ed è grave”, ha detto Sanchez.
Non è al momento possibile prevedere l’esito delle indagini contro Begoña Gómez, ma le accuse nei suoi confronti sono già state rigettate da alcune commissioni parlamentari e la stessa procura generale dello stato ne ha già chiesto l’archiviazione.
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