Imola – Trent’anni fa la tragedia di Ayrton Senna. Il campione brasiliano, tre volte iridato della Formula Uno, perse la vita l’1 maggio del 1994 a Imola, in uno dei weekend più terribili della storia dell’automobilismo.
Senna uscì di pista alla velocissima curva del Tamburello, a causa del cedimento del piantone di sterzo della sua Williams, che rese impossibile controllare la vettura, e urtò violentemente contro il muro. Nell’impatto, un pezzo della sospensione anteriore dell’auto perforò la visiera del suo casco e lo ferì a morte.
Senna aveva 34 anni ed era considerato il pilota più famoso del mondo. I funerali di stato furono seguiti da una folla oceanica e la nazionale di calcio brasiliana, che pochi mesi dopo vinse il mondiale contro l’Italia, dedicò la coppa alla sua memoria.
La tragedia di Senna fu la punta dell’iceberg di un weekend che ancora oggi è ricordato per l’incredibile sequela d’incidenti gravi che si verificarono nelle modalità più assurde.
Già durante le prove del venerdì, Rubens Barrichello uscì di pista alla Variante alta e decollò sopra alle barriere di gomma, cavandosela miracolosamente con danni minimi. Il giorno dopo, Roland Ratzenberger si schiantò a oltre 300 all’ora contro il muro della curva Villeneuve, dopo che dalla sua auto si era staccato un pezzo di alettone. Il pilota austriaco fu dichiarato morto pochi minuti dopo.
Nonostante i piloti, Senna in primis, fossero molto scossi per quanto avvenuto nei giorni precedenti, la gara della domenica partì regolarmente. Già al via un contatto tra due auto in griglia fece schizzare uno pneumatico sulle tribune, ferendo alcuni spettatori, tra cui uno in maniera grave. Qualche giro con la safety car per pulire la pista dai detriti e poi, poco dopo la ripartenza, l’incidente di Senna, che provocò un’interruzione di diversi minuti.
Il campione brasiliano fu trasportato in elicottero all’ospedale di Bologna e la gara riprese ancora una volta, arrivando alla conclusione nonostante un altro, clamoroso incidente che vide protagonista Michele Alboreto. Il pilota italiano perse uno pneumatico fissato male dopo un pit-stop e, non riuscendo più a controllare la vettura, investì alcuni meccanici in corsia box; la gomma, invece, continuò a rimbalzare impazzita fino al centro della pista, dove sfiorò l’auto di Damon Hill in corsa.
Per la cronaca, la gara si concluse con la vittoria di Michael Schumacher davanti a Nicola Larini e Mika Hakkinen. La notizia della morte di Senna arrivò solo dopo la premiazione. Ma l’incredibile successione d’incidenti gravi e le due morti in soli due giorni portarono il mondo della Formula Uno a ripensare seriamente gli standard di sicurezza delle vetture e dei circuiti.
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