Mosca – Putin succede a Putin, dopo essere passato per elezioni non libere e non democratiche. Il leader russo questa mattina ha infatti prestato giuramento al Cremlino per il suo quinto mandato: iniziano altri sei anni da presidente per l’uomo che ha imposto il suo potere in Russia, che si è sbarazzato di avversari politici e oppositori e che nel 2022 ha invaso l’Ucraina.
Mosca – Putin giura per il quinto mandato presidenziale
Putin è già stato in carica per quasi 25 anni ed è il leader più longevo del Cremlino dai tempi di Josif Stalin. Il mandato del 71enne presidente russo scadrà ora nel 2030, quando sarà costituzionalmente di nuovo eleggibile.
La sfarzosa cerimonia di giuramento si è svolta nel Grande Palazzo del Cremlino alla presenza di oltre 2mila 600 dignitari selezionati per assistere al momento. Tra i presenti politici a lui fedeli, oligarchi, familiari, militari con esperienze di combattimento in Ucraina e blogger di regime.
Nessun rappresentante ufficiale di Stati Uniti, Unione Europea e Gran Bretagna ha partecipato alla cerimonia. Come ha spiegato infatti Matthew Miller, portavoce del dipartimento di stato americano, gli Usa non considerano le elezioni presidenziali russe giuste ed eque. Dello stesso avviso anche i rappresentati dell’Ue.
Erano però presenti alla cerimonia gli ambasciatori di sei paesi europei: Francia, Grecia, Malta, Cipro, Ungheria e Slovacchia.
Nel suo discorso, dopo aver giurato sulla Costituzione, Putin ha promesso di “rispettare e salvaguardare i diritti e le libertà delle persone e dei cittadini, difendere la Costituzione e la sovranità russa e servire il popolo”. Poi ha ringraziato i russi e i cittadini di quelle regioni occupate da Mosca nell’est dell’Ucraina che ha definito “regioni storiche”. Il leader assoluto del Cremlino si è poi rivolto ai veterani, promettendo loro di “superare tutti gli ostacoli” e la vittoria.
Ma per quanto l’esercito di Mosca stia guadagnando terreno in Ucraina, Putin si sforza di dare in pasto ai suoi l’immagine di una Russia lontana dalla realtà. Lungi dall’essere quel paese forte e rigoglioso che lo zar racconta, la Russia putiniana è in realtà alle prese con una grave crisi economica. Il gas di Gazprom è in difficoltà, il petrolio tracolla. A tutto questo si aggiunge un isolamento internazionale della Russia come mai prima d’ora. E infine la guerra in Ucraina, dove ammontano a 465mila le perdite russe tra militari uccisi e feriti gravemente.
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