Viterbo – Dies Natalis
Viterbo – “Il 7 luglio il primo trasporto di Dies Natalis, la prova del traliccio”. Mirko Fiorillo, costruttore della nuova macchina di Santa Rosa, assieme a Vincenzo, il padre, e ad Alessio, il fratello. La Fiorillo impresa edile, dal 2015 il facchino in più. Coloro che danno forma e sostanza alle architetture dell’ideatore. Prima Fiore del cielo, poi Gloria e adesso Dies Natalis. Le ultime due di Raffaele Ascenzi.
Viterbo – La costruzione di Dies Natalis
“Il 7 luglio – racconta Mirko Fiorillo – sarà il giorno della prova del traliccio, ossia di fatto il primo trasporto di Dies Natalis per le strade del centro storico. In vista del 3 settembre. Da piazza del Comune, dove il 6 luglio verrà montata, a piazza del Teatro. Dove poi verrà di nuovo smontata e portata nei nostri magazzini lungo la Tuscanese, dove già da adesso la stiamo costruendo”.
Viterbo – Vincenzo e Mirko Fiorillo
Come state vivendo la costruzione di Dies Natalis?
“Siamo felicissimi di aver iniziato questa nuova avventura. I 100 punti su 100 che abbiamo preso al bando comunale non sono arrivati a caso. Significa che, oltre all’esperienza, abbiamo investito molto su migliorie e organizzazione, al massimo delle nostre potenzialità. Anche a livello di sentimenti”.
Quando avete cominciato a lavorare a Dies Natalis?
“Immediatamente. Il 7 marzo abbiamo vinto il bando e l’8 eravamo già in viaggio per Ancona dove abbiamo acquistato un mezzo che ci mancava. Un camion con una gru intermedia per la costruzione della macchina di Santa Rosa. Ne abbiamo una grande e una piccola. Mancava questa che abbiamo comprato. Dopodiché ci siamo interfacciati subito con Raffaele Ascenzi e tutti gli altri componenti dello staff”.
Una nuova macchina di Santa Rosa interamente fatta a Viterbo.
“Esatto. Mentre 9 anni fa alcune parti della macchina furono realizzata a Viareggio, adesso, invece, tutto il lavoro resta sul territorio. Questo significa indotto e lavoratori made in Tuscia. Aziende di Viterbo con cui collaboriamo tutto l’anno”.
Quali sono le imprese che, assieme a voi, lavorano alla costruzione della macchina?
“Le statue vengono fatte da Mastro Polistirolo. Rocchetti prefabbricati si occupa invece del traliccio. Due imprese che presentano, tra gli altri, un ulteriore valore aggiunto. Quello di essere vicino alla nostra impresa. E non è cosa da poco. Ogni volta che si sposta un pezzo, si tratta di un trasporto eccezionale e serve la scorta della polizia locale. C’è poi il nostro elettricista storico, Daniele Tommasi. Una volta che i pezzi arrivano al nostro magazzino, li finiamo di lavorare e poi le assembliamo. Sempre presso di noi viene fatta anche la pittura in collaborazione con Mastro Polistirolo”.
Quante sono le persone che lavorano a Dies Natalis?
“Ci stanno lavorando una ventina di persone”.
Quante sono le ore giornaliere dedicate alla macchina?
“Iniziamo alla mattina alle 7. Da un lato abbiamo una squadra che fa i lavori ordinari di edilizia. Dall’altra un’altra squadra che resta in magazzino e si dedica alla macchina fino alle 6, allungandosi, quando serve, fino alle 7-8 del pomeriggio. E, quando serve, lo fanno tutti molto volentieri”.
Quando ci sarà la prova traliccio?
“Il 7 luglio, la mattina presto. Dies Natalis verrà montata il 6 luglio a piazza del Comune. E per quella data avremo sicuramente tutto il traliccio pronto e buona parte delle statue e degli elementi architettonici. Sarà il momento per i facchini di provare la nuova macchina. Per noi, invece, sarà l’occasione per vedere come reagirà sulle loro spalle a livello statico, dinamico e di ingombro. Il 7 luglio la macchina partirà da piazza del comune e arriverà a piazza del Teatro, passando per via Roma e Corso Italia. Sarà di fatto il primo trasporto di Dies Natalis in vista del 3 settembre. Infine, la macchina verrà di nuovo smontata, direttamente a piazza del Teatro. Dopodiché tornerà qui da noi sulla Tuscanese. Non solo, ma anche la carovana di mezzi per portarla a piazza del Comune sarà più lunga rispetto al passato. 6 mezzi anziché 4. Perché alcune componenti di Dies Natalis sono più grandi”.
Viterbo – La costruzione di Dies Natalis
Dopo il 7 luglio invece che succede?
“Dopo il 7 luglio continueremo a produrre le statue e ad assemblarle al traliccio. Contemporaneamente continuerà il lavoro degli elettricisti”.
Adesso a che punto siete arrivati?
“In questo momento abbiamo la base con tutti i candelabri montati sui quali stanno lavorando gli elettricisti che stanno facendo il quadro generale di tutto l’impianto. Poi sono pronte le quattro colonne che partono dalla base del primo concio e alcune statue del gruppo scultoreo, sempre della base. Contemporaneamente stiamo lavorando sul traliccio e la parte allegorica”.
Quanti sono i giorni previsti per la costruzione della macchina?
“150 giorni come da bando. Non sono tanti, ma siamo sicuri che ce la faremo. Dies Natalis sarà pronta attorno al 21 agosto, quadro dovrebbe avvenire il montaggio a piazza San Sisto. Faremo comunque delle prove di montaggio anche qui da noi. Questo per poterlo testare senza rischiare di metterci più di un giorno a montarla una volta arrivati a porta Romana”.
Nel costruirla, mesi di lavoro, che tipo di rapporto umano e professionale si stabilisce con la macchina di Santa Rosa?
“Si crea un rapporto che rimane nel tempo e si instaura un legame forte. Perché, oltre al lavoro e al sacrificio, condividi con tutti anche l’emozione. Perché costruire la macchina di Santa Rosa è innanzitutto un’emozione. L’emozione, infine, di rispettare in pieno il progetto del suo ideatore”.
L’emozione più bella?
“Le emozioni sono tante. Anche se la più bella è quella del primo ‘sollevate e fermi’, quando tutto un lavoro di 4-5 mesi prende anima, animando la macchina. In quel momento la macchina prende vita”.
Con Dies Natalis Fiorillo costruisce direttamente la sue seconda macchina di Santa Rosa. Se ci aggiungiamo anche Fiore del cielo siamo invece alla terza. È l’inizio di una tradizione?
“Sì, senza volerlo, si sta creando una tradizione. E questo ci rende orgogliosi. Orgogliosi di essere parte di una pagina di storia della città di Viterbo”.
Un’impresa, la vostra, che racconta anche una storia familiare. Padre, figli e adesso Lorenzo. Nel costruire la macchina di Santa Rosa, in tal caso Dies Natalis, a chi va il pensiero?
“Va alla nuova generazione di Fiorillo. Ad esempio, Lorenzo farà la maturità quest’anno e non vede l’ora di iniziare a lavorare con noi. Il pensiero va alla terza generazione, i fratelli di Lorenzo e mia figlia. Con la speranza che continuino la nostra tradizione familiare di costruttori della macchina di Santa Rosa”.
Daniele Camilli
Fotogallery: La costruzione di Dies Natalis
– Dies Natalis, le prime immagini della nuova macchina di Santa Rosa
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