Viterbo – “Tela di De Boulogne portata illecitamente a Montecarlo, Sgarbi sapeva tutto”. Mentre la procura d’Imperia ha chiuso le indagini, Il Fatto Quotidiano e la trasmissione Report aggiungono nuovi elementi sulla tela di uno dei caravaggisti più noti e che vede l’ex sottosegretario e attualmente assessore alla Bellezza autosospesosi al comune di Viterbo, indagato.
Quadro portato all’estero – L’inchiesta di Report
L’opera era arrivata nel Principato di Monaco nascosta in un furgone.
Sgarbi è indagato insieme alla compagna Sabrina Colle dalla procura d’Imperia per il capolavoro portato all’estero senza permesso. Adesso la procura ha concluso le indagini e secondo Report potrebbe esserci una richiesta di rinvio ha giudizio.
“Sgarbi – ricorda Sigfrido Ranucci, giornalista conduttore della trasmissione su Rai3 – ha sempre sostenuto a Report che quell’opera non fosse sua, ma adesso, prove sembrerebbero smentire queste affermazioni”.
Il dipinto è stato recuperato a Montecarlo a giugno 2021. “Non era mio – ha ribadito a più riprese il critico d’arte – era di un signore che mi aveva chiesto una perizia e gli avevo detto che era stato fatto nel 1980”. Quindi, non originale. “Non ho dato alcuna attribuzione – continua Sgarbi – non ero convinto”.
Eppure, una perizia che mostrano a Report certifica che l’opera è del 600. “I carabinieri – spiegano durante il servizio – hanno ricostruito il percorso dell’opera, uscita a febbraio 2020 dalla casa di Sgarbi a Ro Ferrarese e consegnata a Montecarlo a una mercante d’arte per inviarla a una fiera in Olanda”.
La novità che mostrano a Report riguarda alcune chat fra Sabrina Colle e Giuseppe Filippini, un impresario. “Durante le quali – raccontano nel servizio – Sgarbi è citato più volte”. C’è uno scambio di documenti e uno riguarda la vendita dell’opera di Valentine de Boulogne.
“Colle invia un elenco d’opere d’arte della collezione Sgarbi. Valgono almeno 18 milioni di euro. Cerca acquirenti per la più importante di queste, il Valentine de Boulogne”. Dallo scambio fra i due che Report e il Fatto diffondono, si capirebbe che Sgarbi fosse al corrente di tutto.
L’imprenditore, in base ai messaggi mostrati, chiede a Colle se Sgarbi sia al corrente e lei risponde d’averci parlato. “Mi ha detto – si legge in uno di questi – proponi Il perugino e il Valentine De Boulogne alla banca”. Si valutava la cessione a un istituto di credito, operazione che non andrà in porto, ma poi salta fuori un miliardario sudafricano, con una proposta di vendita per due milioni e mezzo di euro trattabili e anche una società Usa.
Nessuno acquista il quadro e allora Colle si sfoga: “Speriamo di vendere il quadro, altrimenti siamo rovinati”. Per un altro quadro, stavolta di Rutilio Manetti, è in piedi un’altra inchiesta. L’opera portata via da una villa rassomiglia parecchio a quella in possesso dello stesso Sgarbi.
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