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Viterbo - Spettacolo - Parla Santucci (Fondazione) che punta il dito sull'amministrazione comunale

Ferento, serve uno spettacolo da 14mila850 euro?

di Giuseppe Ferlicca
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Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

– “A Ferento il comune non ha organizzato nessuna stagione teatrale”.

Le tre date, l’omaggio a Gaber, il concerto di Branduardi e quello sinfonico gratuito e spesa zero, a palazzo dei Priori è come se li avessero “acquistati al supermercato”. Di fatto è andata così per i primi due.

Gianmaria Santucci, consigliere comunale FondAzione, ha un passato d’assessore alla Cultura in provincia e si ricorda come venivano organizzate le stagioni a Ferento o quella del Barocco.

“Da punto di vista formale – spiega Santucci – a Ferento è chiaro che non è l’amministrazione a organizzare e il comune semplicemente promuove l’evento.

Basta leggere il comunicato per la vendita dei biglietti di Branduardi. E’ scritto chiaramente che l’organizzatore è il Consorzio teatro Tuscia.

Anche sulla delibera è riportato come tutti gli oneri siano a carico degli organizzatori.

Se a palazzo dei Priori avessero organizzato davvero il cartellone, l’iter sarebbe stato ben diverso. Ricordo il premio Cardarelli. La Provincia prendeva gli incassi, il dirigente staccava gli assegni, la sera si pagavano gli artisti.

Invece per Ferento di fatto il comune non fa quello che dice di fare. Ha semplicemente dato un contributo.

Cercano di mostrare che non daranno un contributo, ma lo è a tutti gli effetti. Il comune non è il vero organizzatore.

Di fatto si è dato un contributo eludendo la regola. Quale sia il ruolo del comune, a parte elargire soldi agli organizzatori, non si capisce”.

Poi una domanda sorge spontanea: “Serve una seconda stagione a Ferento, oltre a quella della provincia? – si domanda Santucci – Serve spendere 14mila850 euro per uno spettacolo con buffet e visita? E’ questa la priorità?

Non sarebbe il caso di razionalizzare l’esistente, piuttosto che aggiungere altro, a prezzi nemmeno tanto irrisori.

Non mi pare questo il modo di programmare.

Settecento spettatori a un appuntamento a ingresso gratuito, non mi pare che si possa definire un trionfo. Ricordo anni fa un ancora sconosciuto Max Tortora per la prima volta a Viterbo, per uno spettacolo sempre gratuito a Ferento. Fece settecento persone.

Se organizzi qualcosa gratis non è che ci voglia molto. Poi ovviamente non spetta a me giudicare lo spettacolo del 3 agosto, che sarà stato bellissimo e di qualità, ma il punto vero rimane: come dice Alfonso Antoniozzi, cultura è quando produci qualcosa, ma se la compri, non è produzione”.

E’ un acquisto, punto. “Il concerto del Tuscia operafestival è semplicemente spostato da piazza San Lorenzo a Ferento, ma non era prodotto dal comune, Consorzio teatro Tuscia dice chiaramente che Branduardi è portato da loro e il comune lo promuove e l’associazione The Company ha portato una sua proposta”.

Finora poche idee e ben confuse fra l’assessore Barelli e il sindaco Michelini. “Ci sono stati errori e scarsa trasparenza fin dall’inizio. Nessuno sa chi sia quest’associazione The Company”.

Michelini però si è fatto garante in prima persona sul procedimento. “Il sindaco che sostiene di voler mettere soldi propri se non dovessero bastare i fondi, fa un po’ ridere. Nobile intento, ma se proprio lo deve fare, pensi ad esempio a settecento famiglie che stanno aspettando dalla regione un contributo affitto che non arriverà perché non è stato rinnovato.

Lodevole intenzione, ma la metta in pratica per temi più seri”.

La delibera sui tre appuntamenti a Ferento, firmata dalla giunta, lascia Santucci perplesso.

“Aspettiamo la conclusione degli spettacoli e quindi tireremo le somme, ma appare evidente che le somme stanziate, quei 36mila euro previsti, non sono sufficienti, se ne vanno quasi tutti solo per gli spettacoli.

Chi paga la gestione della viabilità nelle tre serate? Lo straordinario alla polizia locale e alla protezione civile? Le spese per la pubblicità e l’affissione manifesti dove sono? Chi paga?

Ferento ha costi organizzativi molto elevati. La Siae chi la paga?

Gli organizzatori con tutta probabilità, quindi non il comune, a mio modo di vedere”.

Giuseppe Ferlicca


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9 agosto, 2013

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