La produzione di olio è motivo di grande orgoglio italiano. L’Italia è, infatti, il secondo paese europeo produttore di olio di oliva, superando i 6 milioni di quintali di produzione nazionale media, di cui circa due terzi è olio extravergine. L’Unione Europea ha riconosciuto 37 denominazioni DOP all’olio di oliva italiano.
Produzione di olio di oliva: cosa serve per iniziare
Con numeri decisamente inferiori, ma con altrettanto orgoglio, l’olio di oliva viene prodotto da tante persone che possiedono un appezzamento di terra con degli alberi di ulivi e che hanno deciso di investire nella produzione di olio di oliva.
È chiaro che per muovere i primi passi nella produzione e vendita di olio di oliva bisogna ottenere le necessarie certificazioni, oltre che acquistare la dovuta attrezzatura per avviare un’attività che potrebbe diventare parecchio redditizia: mini frantoi, defogliatrici, filtri, serbatoi, imbottigliatrici, giusto per citarne alcuni, tutti disponibili su agristorecosenza.it, sono gli strumenti senza i quali non sarebbe possibile avviare alcuna produzione.
Le proprie olive si possono anche vendere ad un frantoio, il quale provvederà con la lavorazione e l’estrazione del prodotto finale. L’olio, infatti, viene ottenuto dal processo di spremitura delle olive, che si esegue utilizzando delle apposite macchine che comunemente si trovano nei frantoi. Ma ovviamente i ricavi per il piccolo produttore si ridurrebbero parecchio.
Se, invece, si pensa ad un investimento a lungo termine che verrà ammortizzato negli anni, si può acquistare ad esempio un mini frantoio il cui lavoro sarà adatto a soddisfare le esigenze di un piccolo produttore di olio extravergine di oliva che punta a raggiungere una produzione annuale di olive fino a 1000 chili. Se al mini frantoio si associa una defogliatrice per olive, che esegue un’accurata separazione delle foglie dalle olive ed il lavaggio prima di trasportarle alla frangitura, il lavoro sarà molto più semplificato e veloce.
Ma se il numero di ulivi non è sufficiente a ricavare una quantità di olio di oliva tale da soddisfare il proprio consumo annuale e ricavare anche molti litri da vendere, è già un buon inizio partire con la produzione di piccole quantità di olio utilizzate ad uso personale. Anche perché l’olio portato in tavola di autoproduzione ha tutto un altro sapore ed è carico di soddisfazione.
Come vendere olio di propria produzione
La prima cosa da fare per poter vendere olio di oliva di produzione propria è aprire una partita IVA come azienda agricola (ditta individuale). In base al tipo di regime aziendale – che molto probabilmente rientrerà nella partita IVA semplificata, per i piccoli agricoltori sotto i 7 mila euro di fatturato annuo – il titolare non ha l’obbligo di tenere registri contabili e/o emettere fatture, ma basterà rilasciare una ricevuta fiscale nella vendita diretta oppure l’autofattura nel caso di vendita ad un commerciante. Inoltre, bisogna fare domanda per ottenere un’autorizzazione che rilascia il sindaco del comune in cui risiede la nuova azienda agricola.
Se il proprio olio extravergine di oliva è di produzione biologica, è possibile imbottigliare e vendere olio biologicomade in Italy solo dopo essersi registrati in qualità di commerciante di prodotto biologico, a cui seguiranno i relativi controlli da parte degli esaminatori competenti (come le analisi chimiche sulla conformità dell’olio) e il rilascio delle certificazioni ad opera di un Organismo di certificazione a propria scelta. In questo caso, è obbligatorio tenere un registro di carico e scarico per il prodotto biologico venduto.
In ogni caso, un bravo consulente saprà indirizzare il titolare di partita IVA verso la strada da intraprendere per produrre e vendere olio a norma di legge.
A questo punto, bisognerà pensare alla definizione del prezzo a cui vendere il proprio olio, affinché non sia troppo alto nel rapporto qualità-prezzo, ma nemmeno troppo basso per non rischiare di rimetterci o di non dare il giusto valore economico ad un prodotto di qualità per timore di non riuscire a venderlo.
Farsi affiancare da assaggiatori esperti che eseguono l’analisi qualitativa, e da professionisti competenti nelle analisi di marketing e dei costi di produzione aziendali, si rivela utile per comprendere le proprie potenzialità di vendita e i margini di guadagno.
Ognuno di questi aspetti è fondamentale per creare una piccola azienda olivicola che sia competitiva sul mercato, che sappia distinguersi ed emergere producendo un prodotto certificato e di qualità.
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