Trevignano Romano – (sil.co.) – “Gisella Cardia è il demonio, le ho dato 123mila euro”, diceva l’ex seguace Luigi Avella nella primavera del 2023, quando è scoppiato il caso della Madonna di Trevignano in seguito alle indagini aperte dal vescovo di Civita Castellana.
A parlare così era Luigi Avella, il pentito che, tra giugno e settembre 2020, avrebbe donato 123mila euro alla sedicente veggente. Motivo per cui Gisella Cardia e il marito Gianni, secondo Mattino Cinque, sarebbero indagati per truffa aggravata in concorso dalla procura di Civitavecchia.
Presunta vittima per l’appunto Luigi Avella, 72 anni, regista del lungometraggio “Rosa da Viterbo” – in tutto oltre 400 attori e figuranti – laureato in giurisprudenza alla Lumsa nonchè in teologia presso la Pontificia Università Lateranense, ex funzionario del ministero dell’economia.
Nel 2017 ha girato il film su Santa Rosa. Nel 2018 è entrato in contatto con la sedicente veggente.
“Nel 2020 uscivo da un periodo difficile, mia moglie, che è un medico, a causa di un incidente stradale ha avuto problemi alla schiena. Dopo che ha ripreso a camminare bene ho voluto ringraziare la onlus”, affermava Avella.
“Ho dato 123mila euro per la Madonna di Trevignano, 30mila al marito della veggente e il resto alla onlus. L’ho fatto di mia spontanea volontà, credevo nelle apparizioni e nei messaggi della Madonna. Se si scoprirà che è tutto falso, li chiederò indietro”, diceva a aprile dell’anno scorso.
“Non mi hanno chiesto nulla – proseguiva – di mia spontanea iniziativa nel 2020 ho regalato una grande statua della Madonna e ho donato in tutto 123 mila euro tutto con bonifici per fare degli acquisti: le panche, la recinzione, una macchina e tante altre cose”.
“Non riuscivo a capire – ammette – come si sarebbero potuti fare dei lavori in una zona con vincolo paesaggistico”. E ancora: “Ci diceva che sarebbero arrivate guerre e carestie”.
“Si stanno distribuendo denunce come si distribuiscono caramelle all’oratorio – il commento dell’avvocato Solange Marchignoli, uno dei legali che assistono i coniugi Cardia, riportato da Fanpage – è solo una delle tante che hanno ricevuto i coniugi Cardia: si tratta di azioni giudiziarie che non è detto che vadano a buon fine, diventando procedimenti giudiziari”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva
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