Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Poste Italiane, in riferimento all’articolo pubblicato il 26 giugno dal titolo “Dipendente trasferita, lavoratori in piazza”, precisa come il provvedimento adottato nei confronti della portalettere in questione risulti pienamente coerente e in linea con quanto previsto contrattualmente, d’intesa con tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL.
Infatti, il caso della portalettere di Viterbo si inserisce nella fattispecie che riguarda tutti i “Portalettere per i quali sia stata sia certificata, per motivi di salute, l’incompatibilità temporanea a svolgere la mansione di portalettere”.
Come previsto anche dall’accordo sindacale dell’agosto del 2022, l’azienda può utilizzare la persona in una mansione compatibile con le sue condizioni di salute inviando la stessa, in regime di trasferta (quindi con rimborso spese), presso la sede più idonea a livello gestionale. Nel caso specifico, nonché per tutti i portalettere della regione Lazio che dovessero temporaneamente trovarsi in eguali condizioni, la struttura prevista è quella del centro di smistamento di Fiumicino, con eccezione dei portalettere applicati presso i centri di recapito del Sud Lazio per i quali è indicata una località diversa.
Ovviamente, qualora le condizioni di salute non consentano ai dipendenti nemmeno di svolgere le nuove mansioni, il dipendente potrà, alle condizioni previste, far riferimento alla regolamentazione e alle tutele del CCNL in materia di malattia.
Poste Italiane
– Cobas: “Poste punisce una dipendente malata, trasferita a più di cento chilometri”
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