Viterbo – Per gli educatori scolastici si tira a campare. Una ventina di persone a sostegno di ragazzi che ne hanno bisogno, ma sul loro futuro incombono ancora dubbi e incertezze.
Ieri in consiglio comunale alcuni erano presenti. Speravano in qualche risposta che però non è arrivata. E forse si comprende come mai le richieste d’incontri con l’amministrazione comunale siano andate tutte a vuoto. C’era ben poco da dire.
Viterbo – Educatori scolastici in consiglio comunale
Su pressione di Alessandra Troncarelli (Pd) e Luisa Ciambella (Per il bene comune), l’assessora ai Servizi sociali Patrizia Notaristefano, a fronte di una scadenza fissata al 31 dicembre, ha spiegato che l’amministrazione sta valutando una nuova gara o in alternativa, l’accreditamento diretto. Come accade per gli assistenti sociali.
“Il problema – spiega Troncarelli – è politico, su cosa voglia fare quest’amministrazione. È l’11 luglio e non ci sono risposte. Se deciderete per l’accreditamento, i lavoratori dovranno organizzarsi in una cooperativa. Viceversa, per una gara d’appalto si dovrà garantire una clausola di salvaguardia per gli operatori”.
Sulla prima via, più di un dubbio. “L’assistenza scolastica non è assistenza domiciliare. Sono passati due anni e non avete ancora risolto”. L’appalto, da 500mila euro è scaduto e a breve scadrà pure la proroga.
“Fino a dicembre – precisa Ciambella – si va avanti così e poi non si sa. Una soluzione nell’immediato non ce l’avete. E voi siete quelli che avete detto no a un mio emendamento per aumentare le ore del servizio. Non serviva e invece si sono dimostrate insufficienti, per non parlare delle promesse che avete fatto in campagna elettorale”.
Se un’ottantina di persone, quindi di famiglie, vive nell’incubo del mese di dicembre, le difficoltà rivestono anche le famiglie dei ragazzi che usufruiscono di un servizio fondamentale.
Giuseppe Ferlicca
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