Viterbo – (g.f.) – Bagnaccio, dopo due anni qualcosa si muove.
L’amministrazione comunale ha pubblicato l’avviso per manifestazione d’intesse, attraverso cui individuare l’assegnatario della sub concessione mineraria per utilizzare l’acqua termale del giacimento Bagnaccio, che ha una portata di due litri al secondo. Quindi, la riapertura.
Viterbo – Il Bagnaccio chiuso
Il sub-concessionario si dovrà preoccupare, come riporta l’avviso, di tutti i lavori necessari al ripristino del pozzo e in compenso potrà utilizzare le acque per le destinazioni previste, fermo restando l’acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie.
La sub concessione arriverà al 31 dicembre 2027, visto che il 14 gennaio successivo andrà in scadenza quella comunale ottenuta dalla regione.
Oltre ai lavori, chi gestirà le acque termali del Bagnaccio dovrà versare un canone di 24mila 660 euro annui.
Adesso ci sono 15 giorni di tempo dalla pubblicazione dell’avviso. Al termine, l’amministrazione comunale stilerà un elenco dei partecipanti, per poi passare a una procedura negoziata con l’affidamento vero e proprio.
Il Bagnaccio è uno dei luoghi, nel termalismo libero, più amato dai viterbesi e non solo. Fino a quando non è stata revocata la sub concessione e le vasche rimaste a secco. Già in campagna elettorale l’allora candidata sindaca Frontini si era spesa per una veloce riapertura, ma la situazione si deve essere rivelata più complessa del previsto.
L’avviso arriva a poche ore dal consiglio straordinario in cui si discuterà della situazione del termalismo a Viterbo, in programma domani pomeriggio.
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