Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La decisione di Astral, illustrata giovedì scorso al Comitato pendolari della RomaNord, di chiudere completamente la tratta ferroviaria Montebello-Viterbo a partire da gennaio 2025, rappresenta una scelta miope e irrazionale che penalizza migliaia di viaggiatori e influisce negativamente sulla qualità della vita di intere comunità, oltre ad avere un impatto devastante sull’ambiente, sulla viabilità, sul turismo e sull’economia locale.
Sostituire 89 chilometri di linea ferroviaria con un servizio bus è una soluzione non solo inadeguata, ma anche logisticamente insostenibile. Le infrastrutture stradali esistenti non possono gestire un così elevato aumento del traffico, come possiamo già osservare oggi, e la stazione di Montebello dispone di un parcheggio già ora insufficiente.
Inoltre, per ogni treno serviranno almeno tre vetture, il che significa distoglierle dalle altre linee o, come al solito, ricorrere ai privati, con un ulteriore aggravio sui costi.
Le opere di rinnovamento e raddoppio da svolgere, tra l’altro, così come le conosciamo, non interferiscono per circa il 90 per cento con il binario di servizio, quindi non si capisce perché non venga presa sul serio la possibilità di svolgere queste lavorazioni in soggezione di esercizio, come nel caso del raddoppio del binario che Rfi sta realizzando sulla FL2 nella tratta Lunghezza-Guidonia Montecelio. Non vorremmo che questa sia solo una scusa per chiudere tutto definitivamente, come avvenne per il servizio extraurbano della Roma-Fiuggi agli inizi degli anni ottanta.
Chiediamo alla Regione Lazio e ad Astral di rivedere questa assurda decisione e di ascoltare le rimostranze dei pendolari.
David Nicodemi
Presidente dell’associazione TrasportiAmo
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