Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, ti ringrazio per lo spazio che mi hai concesso, magari tramite il tuo giornale la sindaca Chiara Frontini mi legge e si commuove, almeno spero o magari le viene qualche mal di pancia come stanno venendo a me ultimamente.
Siamo di fronte a una situazione che definire disastrosa è a dire poco, ci hanno fatto passare inverni e primavere in una città cantierizzata con il solo fine di creare disagi al prossimo, perché una volta tolto il tendone il risultato è stato pessimo, agghiacciante, atti privi di amore come tutto il resto che stanno facendo verso Viterbo, d’altronde.
Non è stata messa in piedi una programmazione estiva, nessuna festa, nessuna iniziativa concreta e tangibile da parte del comune, abbiamo una Viterbo deserta che si presenta ai competitor ancora una volta, anzi per l’ennesima, come la sfigata di turno.
Fra sei mesi saremo difronte all’Anno Santo, sono previsti oltre 40 milioni di turisti a Roma e noi? Noi che abbiamo dato i natali al termine più usato e conosciuto al mondo, ossia cumclave, ebbene non saremo nemmeno menzionati sulla fermata del treno.
Avete creato una colata di cemento attorno a una meraviglia come la nostra cinta muraria, lasciando persone anziane e ragazzi sotto al sole cocente mentre aspettano il bus. Avete scelto la via più facile, ossia quella del non confronto perché parlare con voi, rapportarsi con chi gestisce la cosa pubblica risulta impossibile, io per esempio ho chiesto un appuntamento alla sindaca Frontini nel marzo 2023 e ancora aspetto, ma va bene anche questo.
Abbiamo un notevole tessuto imprenditoriale che ha prodotto e commercializzato prodotti in largo e in lungo e l’amministrazione piuttosto che provare orgoglio e far sentire loro il proprio sostegno, o snobba, o ostacola. Il grido di dolore della città è sotto gli occhi di tutti, al tessuto imprenditoriale a chi si occupa di turismo, di commercio, di promozione culturale, resta oggettivamente e obiettivamente difficile fare impresa in una città che ci dovrebbe vedere al pari di realtà blasonate e più modaiole di noi.
C’è chi preferisce passare alla cassa e chi preferisce passare alla storia, questa amministrazione incredibilmente toccherà entrambi i lati della pagina del libro, in quanto l’occasione del poter avere a disposizione tutti questi fondi non ci sarà più e la storia vi ricorderà come coloro che hanno giocato alle costruzioni con un capoluogo di provincia. Grazie amministrazione Frontini per avere deciso di puntare al cuore.
GianMarco Merlani
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