Tarquinia – (sil.co.) – Zona addestramento cani di Spinicci, pubblicata sul Bur della Regione Lazio la determina con cui, lo scorso 18 luglio, è stata rinnovata per sei anni l’autorizzazione con possibilità di sparo e accesso solo alle persone autorizzate al concessionario “Tarquinia sarl”.
L’attività – consentita esclusivamente a coloro che sono in possesso dell’apposito tesserino cinofilo – può essere esercitata su selvaggina proveniente da allevamenti autorizzati o in cattività e corredata da certificazione sanitaria, mentre le specie consentite sono: fagiano, starna, pernice, quaglia, lepre, cinghiale, germano reale ceppo domestico, appositamente liberate; limitatamente alla specie cinghiale, invece, la liberazione deve avvenire esclusivamente in aree recintate.
“Gestore della Zac – si legge – è Niccolò Sacchetti, in qualità di imprenditore agricolo professionale, legale rappresentante della società”. Il gestore, tra le altre cose, dovrà rendere edotti gli addestratori che, in epoca di divieto di caccia, addestratore e cani non possono sconfinare dalla perimetrazione della Zac, nel qual caso incorreranno nelle sanzioni di legge.
Le Zac sono nate allo scopo di promuovere l’ addestramento dei cani, l’educazione cinofila e venatoria dei cacciatori ed il recupero dei territori di scarso interesse agro-faunistico e venatorio nonché la riduzione della pressione venatoria sui prelievi della selvaggina riprodotta allo stato brado.
La superficie non può superare lo 0,80 per cento del territorio agro-forestale regionale, non può essere superiore a duecento e inferiore a venti ettari. Le singole associazioni venatorie possono disporre, per ogni provincia, di una superficie di quattrocento ettari di territorio libero all’esercizio venatorio.
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