I corrieri in sciopero
Viterbo – “Sciopero corrieri Brt, vincono i lavoratori, tutte le nostre richieste sono state accolte”. Paolo Buzzi, segretario territoriale Filt Cgil Roma nord, Civitavecchia, Viterbo.
Ieri mattina una ventina di corrieri hanno incrociato le braccia. In via Santa Maria in silice, dove ha sede la Brt che si occupa di consegne dei pacchi su tutta la Tuscia. I lavoratori fanno parte di una ditta appaltatrice, la Afs Service. Dopo qualche ora di trattativa, l’azienda ha accettato tutte le richieste dei lavoratori che, attorno a mezzogiorno, hanno ripreso servizio.
Viterbo – Il segretario territoriale della Filt Cgil Paolo Buzzi
Le ragioni dello sciopero. “La più importante – spiega Buzzi – riguarda il magazzino. Inadeguato per la mole di lavoro. Viterbo, come tutte le medie città, ha avuto un incremento delle spedizioni. Tutto questo con l’e-commerce, in particolar modo dopo il Covid. Siamo passati da 2000 spedizioni a picchi di 6 mila nei periodi delle festività. Non solo, ma in azienda, per circa 50 persone, c’è un solo bagno, con un gabinetto e un solo lavandino”.
Viterbo – I corrieri in sciopero
A lavorare per la Brt sono 51 persone, 39 corrieri e 12 magazzinieri. L’età media è di 35 anni. Vengono da tutta la Tuscia, anche fuori provincia, come Canale Monterano. Quasi tutti hanno famiglia. “L’orario di lavoro – dice Buzzi – è di nove ore, più un’ora di pausa pranzo. Iniziamo a lavorare alle 7,40 di mattina. I magazzinieri svuotano i bilici e i pacchi vengono messi su una rulliera meccanizzata. Ogni pacco ha un suo codice a barre. Dopodiché, con una pistola a raggi infrarossi, si spara sul pacco. A quel punto esce un’etichetta corrispondente al numero attribuito al corriere. Il corriere prende i pacchi, li sistema sui bancali, li prepara in base al giro che deve fare e li carica sulla vettura per portarli in consegna. Una volta che l’etichetta è stata attribuita al lavoratore, a quel punto il pacco deve andare in consegna. Se non riesce a consegnarlo, perché i pacchi sono tanti, e lo lascia in magazzino e viene smarrito, a quel punto il lavoratore è responsabile”.
Viterbo – Il magazzino con i pacchi
“Dall’ultima settimana di luglio – prosegue Buzzi – diverse persone sono andate in ferie, quindi la presenza di personale è minore. Chi è rimasto a lavorare non è riuscito a smaltire tutte le consegne, e in tal modo si è determinato un vero e proprio sovraccarico. Riusciamo a fare solo 100-130 consegne al giorno. In alcuni casi, però, a luglio abbiamo raggiunto picchi di 250. E non è possibile. Considerando la mole impressionante di lavoro, molti pacchi sono restati in magazzino. Anche con merce deperibile che è andata a male. Quest’ultima è stata rimossa, ma, nel frattempo, l’aria, considerando anche le alte temperature, era diventata irrespirabile. In magazzino ci sono tanti pacchi che devono essere ancora smaltiti”.
Viterbo – Sciopero corrieri – I pacchi all’interno del magazzino
Quali sono le richieste della Filt Cgil? “Innanzitutto il blocco delle spedizioni per un paio di giorni – risponde Buzzi -. Questo per poter smaltire i pacchi presenti in magazzino e tornare a regime. Dopodiché chiediamo la disponibilità, fin da subito, di 4 vetture in più per la distribuzione del materiale. Infine, un nuovo magazzino. L’impresa ha accolto le prime due richieste e ci ha dato rassicurazioni che stanno cercando un nuovo magazzino”.
Daniele Camilli
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