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Viterbo - Botta e risposta alla riunione a palazzo Gentili tra l'amministratore delegato della Talete e i rappresentanti dei comuni

Crisi idrica, Genova ai sindaci: “Io vi avvertivo da anni” – Romoli: “Servono soluzioni e non polemiche”

di Alessandro Castellani
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Viterbo – Botta e risposta questa mattina a palazzo Gentili tra l’amministratore delegato di Talete, Salvatore Genova, e i sindaci presenti alla riunione convocata dal presidente della provincia Alessandro Romoli sulla crisi idrica nella Tuscia. “I problemi che abbiamo vissuto quest’estate, sono problemi di cui parlo da anni” è la critica di Genova. “I problemi li conosciamo, ma qui servono proposte e non polemiche” risponde Romoli.


Viterbo - La riunione straordinaria sull'emergenza idrica in provincia

Viterbo – La riunione sull’emergenza idrica in provincia


Ad accendere la miccia della discussione è l’intervento dell’amministratore delegato, che prende di petto sindaci e testate giornalistiche. “Mi fa piacere che oggi ci siano tanti sindaci e vorrei che ci fossero sempre, perché quello che è successo quest’estate io l’ho detto tante volte. Il cambiamento climatico ha avuto il suo impatto, ma Talete ha ereditato degli impianti che non ha costruito e, se ci sono tubazioni come carta velina che si rompono appena c’è un aumento della pressione nella condotta, voi sindaci lo sapete. Ma finché non si tocca con mano la situazione, non ci si rende conto della gravità”.

“Quello che hanno fatto i dipendenti della società è stato incredibile – aggiunge Genova -. Ci sono stati turni di lavoro pazzeschi per garantire il servizio. Ho mandato una relazione dei singoli interventi svolti in tutti i comuni e a voi sindaci chiedo aiuto: noi facciamo i salti mortali per dare un litro al secondo in più, ma se qualcuno non usa l’acqua in modo responsabile o preleva in modo abusivo, è un danno per tutti. Siete voi che conoscete il territorio e sapete come intervenire in questo senso. E certa stampa che scrive che sono arrivati i soldi e non è cambiato niente, non sa quello che scrive. I soldi non sono ancora nemmeno arrivati, ci sono dei tempi amministrativi. La chiusura prevista per la gestione di questi fondi è giugno 2026 e speriamo di farcela, perché sono tempi strettissimi”. 


Salvatore Genova

Salvatore Genova


L’amministratore delegato di Talete ribadisce la necessità dell’ingresso di nuovi finanziatori: “La società non riesce a lavorare con le banche, perché tutti hanno parlato male di Talete e le banche non hanno fiducia in noi. I cittadini non pagano, le banche non ci aiutano, la società va in difficoltà. Non ci possono essere aspettative se la situazione è questa e lo sapete, perché ve l’ho sempre detto. La Talete non è la croce rossa a cui sparare nel momento di difficoltà, non sempre le cose avvengono in modo lineare e per questo vi chiedo aiuto. Siamo riusciti a gestire una situazione emergenziale e anche a programmare interventi in vista dell’estate prossima, ma l’urgenza di un aiuto da parte di una banca o un socio privato è indifferibile”.

Non tarda la replica di Romoli, collegato in videoconferenza, che definisce “ingeneroso” l’intervento di Genova. “Sappiamo già che l’insostenibilità economica di Talete è la cosa che genera tutto il resto dei problemi, perché se la società oggi avesse le risorse per affrontare le rotture sulla rete, assumere personale e avere credibilità col sistema di credito, non saremmo qui. Queste cose non ce le deve raccontare lei. La vetustà degli impianti non è un problema della sola provincia di Viterbo, ma di tutta Italia; paghiamo decenni di mancata gestione del patrimonio infrastrutturale nazionale. Ringrazio Talete per aver gestito in fretta le criticità e capisco che siamo tutti in un periodo di grande pressione, ma dobbiamo affrontare con concretezza le criticità che sono emerse. Servono anche le proposte, non solo gli annunci. Aspettiamo un anno e mezzo l’arrivo di nuovi finanziatori, ma nel frattempo serve capire cosa facciamo coi fondi che abbiamo a disposizione”.


Giuseppe Daniele

Giuseppe Daniele


Interviene poi la sindaca di Montefiascone, Giulia De Santis. “Abbiamo vissuto giornate in cui la cittadinanza e le strutture ricettive sono rimaste senz’acqua. In questi momenti critici noi sindaci abbiamo evitato di dare tutte le responsabilità a Talete e ci siamo presi le nostre, cercando calmare gli animi. Ma ci sono stati gravi problemi di comunicazione: io venivo avvertita delle mancanze d’acqua dai cittadini ed ero sempre io, tutte le volte, a dover chiamare in Talete per cercare di capire cosa stava succedendo. Voi dovete aiutarci a dare risposte, perché altrimenti noi sindaci veniamo massacrati. Anche perché in tutto questo c’era anche chi faceva sciacallaggio per motivi politici, una cosa vergognosa”.

“Ha ragione De Santis – aggiunge la sindaca di Montalto di Castro, Emanuela Socciarelli -. Le opposizioni stanno facendo sciacallaggio. Io nel mio comune vengo vista come una persona troppo collaborativa verso Talete e questo mi sta facendo perdere consensi con gli elettori, ma continuo a farlo perché credo che sia la cosa giusta. Però non mi sento proprio di meritare critiche perché non collaboro con la società”.

Secondo Adelio Gregori, sindaco di Vallerano, il tema della comunicazione è centrale: “Io alcune volte ho dovuto chiamare personalmente Genova, perché ci sono che dirigenti non rispondono al telefono. Ma se uno non è presente o è in ferie, deve comunicarci con chi parlare in caso d’emergenza. Quello che è successo a Montefiascone e Montalto può succedere a tutti, per cui chiedo all’amministratore delegato di Talete di essere più incisivo con chi è chiamato a tenere contatti col territorio”.

Chiede “risposte certe e immediate da dare ai cittadini” anche il sindaco di Farnese, Giuseppe Ciucci, mentre il consigliere provinciale Maurizio Palozzi rincara la dose: “Sull’acqua non si scherza. Noi amministratori pubblici sapevamo bene delle criticità sulla rete idrica che ci ha ricordato Genova. Lo sapevamo così bene che, quando abbiamo votato per passare da una società pubblica a una mista, l’abbiamo fatto con grandissima sofferenza e sapendo che non c’erano più alternative. Concordo sul fatto che dobbiamo fare squadra, per evitare quello che è successo e anche che il 57% dell’acqua non vada disperso, come invece accade oggi”.

Giuseppe Daniele dell’Egato ammette che “sicuramente bisogna migliorare il servizio di comunicazione, perché la mancanza d’informazione è quella che genera la maggiore angoscia tra i cittadini e anche tra i sindaci. La cosa peggiore è sentirsi abbandonati. È inaccettabile che, di fronte a una situazione d’emergenza, ci si senta rispondere che si sta in ferie”.

In chiusura è Genova a dare le ultime puntualizzazioni: “Il mio intervento voleva essere uno stimolo: vorrei che ci fossero sempre tanti sindaci alle assemblee, perché dobbiamo prendere decisioni importanti. E ho chiesto aiuto, perché oggi tutti sono allarmati, ma questa situazione di criticità per me è sempre stata evidente. Quando sono entrato in carica, la Talete era sempre sulle prime pagine dei giornali e mi dicevano che, per vincere le elezioni, bastava parlare male di Talete. Esprimo solidarietà ai sindaci attaccati, siamo tutti al lavoro per migliorare il servizio. Quando sono arrivato io, non esisteva nemmeno un ufficio comunicazione interno. Ora c’è, quindi stiamo migliorando. Naturalmente dobbiamo lavorare per migliorare ancora”.

“Quello che possiamo fare con le nostre forze è poco – conclude l’amministratore di Talete -. Sarà qualcosa per cercare di superare al meglio la prossima estate e presentarci in una situazione migliore rispetto a quella di quest’anno”.

Alessandro Castellani


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23 agosto, 2024

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