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Emanuela Dei insieme a un gruppo di viterbesi ha partecipato alla festa di Roma

Europride, un corteo allegro e variopinto

di Emanuela Dei
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Emanuela Dei all'Europride

Emanuela Dei all'Europride

Riceviamo e pubblichiamo – Si è conclusa sabato 11 giugno la manifestazione dell’Europride a Roma (fotogallery).

Due settimane di letture, convegni mostre, che hanno coinvolto utenti da ogni parte d’ Europa. Tanto lavoro tante energie che sono confluite nella parata finale di sabato. Da piazzale Cinquecento a Circo Massimo un corteo rumoroso, sorridente, variopinto si è snodato per le vie delle capitale.

Un milione di persone: gay, lesbiche, trans, bisex ed etero hanno partecipato alla manifestazione dell’orgoglio della diversità. Ma perché questo Pride piace tanto? Perché coinvolge tante persone? Semplicemente perché ci si diverte.

Tanti carri, sì carri, come se fosse carnevale: ce n’erano più di 40, dai leather tutti vestiti di pelle, agli alieni con strane voglie, ai genitori rainbow, ai trans sempre coloratissimi e sorridenti.

Si fa spettacolo, si continua una tradizione che prosegue dal 1969 quando Sylvia Rivera, transessuale, si ribellò ai continui soprusi e alle violenze della polizia di New York.

Quel giorno si disse basta, da quel giorno i diversi iniziarono ad alzare la testa e a difendere i propri diritti di esseri umani. Ogni anno si sceglie una diversa città europea per sensibilizzare, pubblicizzare, ribadire che, in fondo, ognuno deve essere felice di quello che è, la diversità non è una vergogna, la diversità è fonte di crescita e di vita.

Da Viterbo siamo partiti in tanti. Chi con la bandiera, chi con la macchina fotografica, chi con un gran cappello sugli occhi. C’era chi non sfilava, ma ha deciso di guardare la vita passargli davanti. C’è chi, ancora oggi, vive la propria omosessualità con dolore e paura.

C’è chi si sposa pur di evitare il giudizio della gente. Cosa si può fare per loro? Si fa rumore, si parla, ci si rende visibili, si aprono associazioni come Lo sportello di Cultura Lesbica a via Garibaldi o L’altro circolo di Giancarlo Mazza a Viterbo, sì a Viterbo in via del Pavone.

Si cerca di essere il più presenti possibile sul territorio, si cammina per le strade a fronte alta, cercando di infondere coraggio a chi vive con timore e vergogna la propria sessualità.

L’appuntamento dell’orgoglio omosessuale si rinnova ogni anno, ci stiamo organizzando anche a Viterbo per coinvolgere la popolazione in una gran festa per la difesa del diritto alla felicità. Sono sicura che sarà un bella esperienza, per ognuno di voi, che crede, e ha rispetto, della complessità e bellezza di ogni essere umano.

Emanuela Dei


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14 giugno, 2011

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