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Civita Castellana - Il segretario generale Filctem Cgil Cinovi racconta le sfide che deve affrontare nello svolgere la sua attività quotidiana

Mauro Vaccarotti: “Fare il sindacalista ti insegna a usare la potenza della parola”

di Giusi De Novara
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Civita Castellana – “Fare il sindacalista è una sorte di vocazione, per la quale occorre avere pazienza e il dono della sintesi. Dopo il riconoscimento del lavoro usurante il prossimo obiettivo è quello di un contratto integrativo con il completamento della lista delle nuove mansioni nate nel corso degli anni”. Il segretario generale Filctem Cgil Cinovi, Mauro Vaccarotti, racconta le sfide che deve affrontare nello svolgere la sua attività quotidiana.

Mauro Vaccarotti

Mauro Vaccarotti


Fare il sindacalista è un mestiere come un altro?
No, fare il sindacalista è una sorta di vocazione, il sindacalista non ha orari di lavoro, non ha giornate veramente libere, non stacca mai, in qualsiasi momento della giornata, che sia sabato o domenica o durante le ferie, al mercato o in fiera, in negozio, o durante una passeggiata, puoi trovare quel lavoratore o lavoratrice che, riconoscendoti, ti chiede informazioni per sé o per un figlio/a, o per il coniuge o un conoscente. E deve dare massima disponibilità. Si parte dal presupposto che, chi si rivolge a noi, ha dei problemi con il lavoro, più o meno gravi, e in te cercano risposte rassicuranti o spiegazioni.

Che tipo di competenze deve avere?
La voglia di conoscere, la pazienza e magari il dono della sintesi. Si proviene dal mondo del lavoro, spesso già come rappresentante dei lavoratori, magari anche come rappresentante della sicurezza salute e ambiente. L’azienda è obbligata a formarti tramite corsi o aggiornamenti, previsti dai contratti o dai decreti, come il decreto 81/08 sulla sicurezza, in più la mia categoria di appartenenza, la Filctem CGIL, propone corsi aggiuntivi e professionali che ti permettono di migliorare la tua conoscenza dei contratti e soprattutto delle leggi legate al mondo del lavoro. La pazienza di ascoltare tutte le persone, spesso chi ti interpella ha dei problemi con il lavoro, come detto prima, e necessita della tua conoscenza per una soluzione, a volte ti accorgi invece che, chi siede di fronte a te, necessita di essere solo tranquillizzato. Il dono della sintesi, che non tutti abbiamo, è facile intuire il perché. 

In concreto, cosa fa durante la sua giornata di lavoro, cosa produce?
Riceviamo lavoratori, rispondiamo a lettere di contestazione, raduniamo i lavoratori in assemblea sui posti di lavoro, dove vengono riportati gli aggiornamenti di legge in materia di lavoro, rinnovi contrattuali, varie notizie utili ad accrescere la conoscenza dei lavoratori, si cercano proposte da fare alle controparti e utili a migliorare la qualità del lavoro o parti economiche. 

Consiglierebbe a un giovane di intraprendere l’attività sindacale?
Sì, intanto perché significa conoscere il tuo contratto di appartenenza, i tuoi diritti e i tuoi doveri e quindi saper difendere te stesso o chi è più debole di te, in un mondo che guarda sempre al profitto e sempre meno il lato umano.

Da sempre al fianco di lavoratori e lavoratrici, quali sono le battaglie che vi hanno visto in prima linea in questi primi otto mesi del 2024?
Sicuramente la conquista del lavoro usurante per la ceramica sanitaria. Una battaglia trentennale. Riconosciuto nella legge di bilancio 2024, e dopo alcune fasi per la definizione economica, siamo ora all’ultimo step, cioè quello del decreto attuativo. Nonostante fossimo gli ultimi a credere a questo risultato, la tenacia e la determinazione del gruppo di lavoro che mi ha affiancato è stato determinante per la riuscita, sebbene in molti hanno denigrato le nostre capacità. Subito dopo il decreto, ci siederemo con le controparti per dare seguito a delle proposte che abbiamo già avanzato, per incentivare l’uscita di questi lavoratori.

Tra le conquiste più importanti va senz’altro ricordata la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto per il mondo ceramico. Qual è il prossimo passo?
Sicuramente un contratto integrativo, ci proviamo ormai da tantissimo tempo senza mai trovare il giusto equilibrio. Quello che viene utilizzato oggi, dalla stragrande maggioranza delle aziende, è croce e delizia per i lavoratori e per gli imprenditori. Nel tempo, ha offerto spunti interessanti ripresi anche dalla contrattazione nazionale, ma per altri aspetti, non permette di sfruttare recenti leggi riguardanti il Welfare e quindi ottenere diversi altri vantaggi. Ci sono alcuni impegni da portare a termine, tra cui il giro delle assemblee nelle quali stiamo sottoponendo ai lavoratori, l’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto nazionale industrie ceramiche. Altro impegno è quello di finire, con il gruppo di lavoro creato ad hoc, alcune proposte per un nuovo integrativo e, sempre legato al rinnovo del Ccnl industrie ceramiche, ultimare la lista delle nuove mansioni che negli anni sono nate nel mondo della ceramica e presentarle per rinnovare il sistema classificatorio, previsto, a livello nazionale, tra ottobre e novembre 2024.

Giusi De Novara


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29 agosto, 2024

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