Viterbo – (g.f.) – “Zone servite dalla rete idrica Monte Jugo, valori arsenico rientrati nella norma”. Lo spiega in una nota l’amministrazione comunale.
“È in corso di pubblicazione – si legge nel comunicato – la revoca dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua proveniente dal serbatoio di Monte Jugo”.
Comunicato in cui si spiega come mai l’ordinanza di divieto, che risale al 30 agosto, sia stata pubblicata solo il 5 settembre.
“Tale ordinanza, emanata in data 30 agosto, per disguidi di carattere informatico, è stata pubblicata all’albo pretorio solo in data 5 settembre”.
Ma c’è di più. Quando l’ordinanza è stata emanata, ovvero il 30 agosto, i livelli dell’arsenico erano già tornati nei limiti previsti per legge.
“Si precisa alla popolazione che nei giorni successivi alla firma dell’ordinanza – spiega ancora l’amministrazione nella nota – è pervenuta all’amministrazione la notifica di nuove analisi che certificavano il rientro nella norma dei valori di potabilità già dal giorno 30 agosto stesso”.
E invece, il 30 agosto, quando l’acqua era di nuovo potabile, l’amministrazione comunale ha emanato l’ordinanza di non potabilità. Pubblicandola, addirittura, il 5 settembre.
Come se non bastasse, in base alla stessa ordinanza sindacale, la Asl il 26 agosto aveva inviato una nota in cui segnalava che i valori dell’arsenico erano oltre i limiti. Protocollata il giorno dopo da palazzo dei Priori. Quando in teoria sarebbe stato opportuno far partire l’ordinanza, emanata il 30, quando ormai era inutile e ancora più inutile lo era quando è stata pubblicata, ieri. In altre parole, il 27 sarebbe dovuto uscire il provvedimento sindacale di divieto e il 30 la revoca.
“La società Talete – si legge nell’ordinanza – in qualità di soggetto gestore del servizio idrico integrato nell’Ato. 1, è invitata al rispetto di quanto in particolare specificato nella sopra citata nota della Asl Viterbo prot. 67679 del 26.8.2024 (acquisita con prot. 104650 del 27.8.2024) ovvero a voler adottare i correttivi necessari per riportare il parametro arsenico nei limiti di legge, nel più breve tempo possibile, al fine di erogare acqua conforme ai requisiti qualitativi previsti per legge”.
Un bel pasticcio all’arsenico.
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