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Viterbo - I sindacalisti Cobas Luca Paolocci ed Elisa Bianchini

“Arsenico, i ritardi nella pubblicazione dell’ordinanza hanno esposto a rischio lavoratori e cittadini”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Arsenico, i ritardi nella pubblicazione dell’ordinanza hanno esposto a rischio lavoratori e cittadini”. Luca Paolocci ed Elisa Bianchini dei Cobas.

“Nonostante l’avviso della Asl – esordiscono i rappresentanti del sindacato – l’ordinanza di non potabilità dell’acqua è stata pubblicata una settimana dopo, lasciando la cittadinanza a rischio”.


Luca Paolocci

Luca Paolocci


“I lavoratori – proseguono Paolocci e Bianchini – nel caso l’amministrazione della sindaca Chiara Frontini non ne fosse a conoscenza, in un clima caldo e fortemente umido come in questi giorni fanno un costante uso di acqua, che si trovino nelle campagne, in cantiere o in un centro commerciale, quella che utilizzano è l’acqua corrente che viene da lavandini e fontanelle. Allo stesso modo, persone anziane o con difficoltà economiche e sociali, difficilmente fanno uso di acqua in bottiglia, affidandosi alla salubrità dell’acqua pubblica”.


Elisa Bianchini

Elisa Bianchini


I rappresentanti sindacali ripercorrono poi l’intera vicenda che ha visto l’amministrazione comunale pubblicare con ritardo l’ordinanza di non potabilità dell’acqua.

“All’inizio di settembre, come Cobas – sottolineano Paolocci e Bianchini – veniamo a conoscenza di un’ordinanza di non potabilità delle acque in alcune zone di Viterbo e ci attiviamo per avvisare le aziende di fornire nell’immediato acque in bottiglia ai propri lavoratori. Il giorno successivo apprendiamo dai giornali, che tale ordinanza era tardiva, le acque erano tornate potabili, e di fatto c’era stata una disattenzione del comune. Scopriamo poi che la Asl avrebbe avvisato il comune il 26 agosto che il livelli di arsenico nelle acque, provenienti dall’acquedotto Monte Jugo, erano troppo elevati, tanto da non poter utilizzare l’acqua per motivi domestici”.


Chiara Frontini

Chiara Frontini


“L’ente pubblico, deputato al controllo sulla salute della città – proseguono Paolocci e Bianchini – recepisce talmente bene e con prontezza il messaggio di pericolosità da emettere un’ordinanza quattro giorni dopo. Non contenti di tanta solerzia, il divieto viene pubblicato e quindi reso pubblico ed accessibile, solo cinque giorni dopo. Facciamo presente che già il 30, data dell’ordinanza, il rischio era già passato”.

“Ribadiamo infine – concludono Paolocci e Bianchini – come la sindaca abbia la responsabilità della salute pubblica. E che non esiste un dopo Santa Rosa che possa prescindere da questo”.

Daniele Camilli


Articoli: Ma è normale che la sindaca Chiara Frontini faccia bere l’acqua all’arsenico ai cittadini senza neppure avvertirli? di Carlo Galeotti – Alvaro Ricci: “Arsenico nell’acqua, la sindaca Chiara Frontini ha esposto l’amministrazione al ridicolo” – Arsenico oltre i limiti rete Monte Jugo: divieto il 30 agosto quando l’acqua era di nuovo potabile di Giuseppe Ferlicca – Troppo arsenico nell’acqua, consumo alimentare vietato dal centro alla periferia – FdI: Arsenico nell’acqua, gruppo consiliare FdI: “Ordinanza pubblicata con 9 giorni di ritardo, inaccettabile” – Troppo arsenico nell’acqua, consumo alimentare vietato dal centro alla periferia – Troppo arsenico nell’acqua, consumo alimentare vietato dal centro alla periferia


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12 settembre, 2024

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