Viterbo – Sei comuni, 12 concerti: si alza il sipario sulla terza edizione del Festival della Tuscia. Partenza il 21 settembre con un doppio debutto, alle 18,30 a palazzo Brugiotti a Viterbo e alle 20,30 alla basilica di Santa Maria della Quercia.
Stamani a palazzo dei Priori, la presentazione dell’iniziativa pensata e voluta da Vittorio Sgarbi, ma l’assessore alla Bellezza non c’è. Ma sarà presente alla conferenza stampa a Roma, sottolinea la sindaca Frontini. Quindi, fa ancora parte della giunta.
Festival della Tuscia – La presentazione
Gli appuntamenti sono a ingresso libero: “Sono praticamente – osserva il direttore artistico Massimo Spada – quasi tutti sold out. Ormai il festival si è affermato e non è stato necessario che passasse molto tempo”.
L’idea parte dal capoluogo, con un obiettivo preciso: “Coinvolgere il più possibile il territorio – spiega la sindaca Chiara Frontini – unire le varie parti e Viterbo deve essere elemento propulsore. Per questo ringrazio tutti i comuni che hanno investito nell’iniziativa”.
Nelle 12 tappe toccherà luoghi quali palazzo Ruspoli e Vignanello, la Sala Anselmi a palazzo Gentili, passando per la sala Regia a palazzo dei Priori, Tuscia Terme e per la prima volta il teatro dell’Unione.
“È difficile fare cultura – spiega il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte alla presentazione – ma iniziative come questa dimostrano che siamo vivi, competivi. Abbiamo sposato l’idea del festival, anche perché s’inserisce in un momento dell’anno in cui c’è carenza d’appuntamenti, il che è ottimo visto che si parla molto di destagionalizzazione”.
Musica e non solo. Il 5 ottobre Serena Dandini all’Unione presenta il suo ultimo libro La vendetta delle Muse e il 6 ottobre, a mezzogiorno il festival si avvia a conclusione, con una conversazione a Tuscia Terme. Gli invisibili con Vittorio Sgarbi. Che stavolta ci sarà. Alla conferenza presente Fabio Belli, della FreeTime. “Pochi ci conoscono come territorio – osserva Belli – abbiamo ampi margini di sviluppo. Come imprenditore mi piace parlare di numeri. A Roma, nel 2019 si sono registrate 31 milioni di presenze. Un bacino per la Tuscia, impressionante”: Il festival si chiude alla Rocca Farnese di Ischia di Castro, sempre il 6 alle 18,30.
Giuseppe Ferlicca
Il programma diffuso dagli organizzatori
La rassegna si apre sabato 21 settembre a Viterbo, dove a Palazzo Brugiotti (ore 18), il musicologo e giornalista Sandro Cappelletto, in conversazione con Valerio Sebastiani, è protagonista di una riflessione sul “tempo nella musica”, un tema che ha influenzato la composizione e l’interpretazione musicale attraverso i secoli. Alle 20.30, sempre a Viterbo, presso la Basilica di S. Maria della Quercia – costruita nel XV secolo e famosa per i suoi affreschi e il suo soffitto ligneo, tra i santuari mariani più importanti delle cristianità – l’attesissimo concerto del Tallis Scholars diretti dal suo fondatore Peter Phillips. L’ensemble britannico, che vanta oltre cinquanta iconiche incisioni discografiche e che lo scorso anno ha festeggiato metà secolo di attività concertistica, affronta un programma di musica sacra che include opere come il Miserere di Gregorio Allegri e la Messa a quattro voci da cappella di Monteverdi, oltre a brani di Marc’Antonio Ingegneri, Antonio Lotti e Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Domenica 22 settembre alle 20.30, sempre a Viterbo presso la Sala Regia, nota per gli affreschi che celebrano la storia della stessa città, un trio composto eccezionalmente per il Festival – il violoncellista Ettore Pagano, tra i volti più interessanti della scena contemporanea, insieme alla violinista Giulia Rimonda e al pianista Massimo Spada, raffinato esecutore, docente e Direttore Artistico della rassegna – esegue la Sonata in si minore di Respighi e il Trio in la minore Op. 50 di Čajkovskij, composto in memoria del caro amico Nikolai Rubinstein.
Il 23 settembre ci si sposta a Rocca Monaldeschi (ore 20.30), costruita nell’anno mille per volontà di papa Adriano IV a Bolsena, dove il Quartetto Klem esegue il Quartetto d’archi n. 4 di Beethoven, il Quartetto n. 1 ‘Sonata a Kreutzer’ di Janáček, ispirato alla novella di Tolstoj, e il Quartetto n. 3 del compositore russo Alfred Schnittke.
Mercoledì 25 settembre (ore 20.30) nel Comune di Vignanello a Palazzo Ruspoli, l’appuntamento è con il recital del pianista Alexander Malofeev, giovane prodigio e già vincitore del premio per giovani musicisti al Concorso Čajkovskij, che affronta un imperdibile programma lirico e virtuoso: Drei Klavierstücke D 946 di Franz Schubert, l’Andante spianato e Grande Polonaise brillante Op. 22 di Chopin e la Fantasie Op. 28 di Skrjabin.
Filippo Gorini, pianista italiano, imposto all’attenzione internazionale vincendo il prestigioso Concorso “Telekom-Beethoven” di Bonn, in trio con Andrea Cicalese (violino) e Maria Elisa Aricò (corno) il 26 settembre (ore 20.30) nel magnifico Palazzo Farnese di Caprarola, una delle più importanti opere dell’architettura rinascimentale italiana, è protagonista di concerto interamente dedicato a Johannes Brahms, con la Sonata n. 3 per violino e pianoforte in Re minore Op. 108 e il Trio per violino, corno e pianoforte in Mi bemolle maggiore Op. 40.
Il 27 settembre si torna a Viterbo dove l’acustica naturale dell’Abbazia di S. Martino al Cimino esalterà i suoni caleidoscopici della flautista olandese Lucie Horsch, acclamata a livello internazionale per la sua straordinaria abilità nell’interpretare il repertorio barocco. Vincitrice numerosi premi, tra cui l’Edison Klassiek Award e nominata Artista Classico dell’Anno ai Classic BRIT Awards. Il programma, eseguito insieme al Quartetto Vanvitelli, esplora il ricco repertorio barocco con brani di Dario Castello, Nicolas Chédeville, Andrea Falconieri, G.P Telemann, Jacob van Eyck, Giovanni B. Buonamente, Tarquinio Merula e Vivaldi.
Tra gli eventi di rilievo, sicuramente va citato quello del 28 settembre al Teatro dell’Unione di Viterbo uno dei più antichi teatri della Tuscia (1844), con il recital della pianista Beatrice Rana – tra i nomi italiani più riconosciuti nel mondo – che include opere di straordinaria bellezza come le Romanze senza parole di Felix Mendelssohn, la Sonata n. 2 Op. 2 di Brahms, e due capolavori cameristi di Ravel come Gaspard de la nuit e La Valse.
Il 29 settembre (ore 18.30) a Viterbo presso il Palazzo della Provincia arriva il Sestetto Stradivari, rinomato ensemble internazionale composto da prime parti e membri dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, esegue due opere dei grandi maestri del repertorio: il Sestetto per archi in La maggiore Op. 48 di Dvořák e il Sestetto n. 1 Op. 18 di Brahms.
Domenica 3 ottobre a Vallerano, il Santuario della Madonna del Ruscello, un vero gioiello architettonico del XVII secolo, ospita il recital di Stephen Waarts, violinista americano noto a livello internazionale per sua straordinaria maturità musicale e la profondità esecutiva, vincitore del Concorso Menuhin nel 2014, ospite regolare delle principali orchestre del mondo. Il programma prevede la Partita n. 2 in re minore BWV 1004” di Johann Sebastian Bach, con la celebre Ciaccona, insieme alla Passacaglia di Heinrich Ignaz Franz Biber e alla Sonata per violino solo SZ.117 BB 124” di Béla Bartók.
Il Festival, come ogni anno, accoglie anche voci del pensiero e della critica e dopo quella di Cappelletto, il 5 ottobre (ore 18.00) nel Foyer del Teatro dell’Unione di Viterbo, la scrittrice e conduttrice Serena Dandiniconverserà con Fabio Canessa, che offrirà una riflessione sul suo libro “La vendetta delle muse”.
L’ultima giornata della rassegna, il 6 ottobre, si apre alle 12.00 a Tuscia Terme di Viterbo con “Gli invisibili”, la conferenza a cura di Vittorio Sgarbi che in conversazione con Fabio Canessa dedicherà alle figure artistiche poco conosciute dal grande pubblico ma di grande rilevanza storica un approfondimento. Alle 18.30 presso l’imponente fortezza medievale Rocca Farnese di Ischia di Castro, il duo composto da Erica Piccotti(violoncello) e Gian Marco Ciampa (chitarra classica) esegue un programma ritmico e passionale che include brani di Astor Piazzolla (tra cui Adios nonino“, Invierno porteño, Oblivion e Escualo), Isaac Albéniz (Mallorca Op. 202), Manuel De Falla (Asturiana e El Paño Moruno) e Enrique Granados (Danza Española ‘Andaluza’ Op. 37 n. 5).
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