Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Puntualmente anche quest’anno è arrivata la cartella per il pagamento della Tari che guarda caso è aumentata e non di poco.
Vorrei porre l’attenzione ai lettori soprattutto per chi come il sottoscritto oltre ad un normale appartamento con garage ha la sfortuna di avere a disposizione uno studio professionale dove lavora.
Come si evince dal prospetto allegato l’onere maggiore della tassa è da attribuire allo studio ed in particolar modo alla parte variabile, che per le utenze non domestiche viene fissata in base alla “categoria economica” che poi non è altro che la categoria catastale.
La tassa sui rifiuti dovrebbe idealmente essere commisurata alla quantità e al tipo di rifiuti effettivamente prodotti, piuttosto che basarsi esclusivamente sulla categoria catastale dell’immobile. L’impatto della “categoria economica” sulle tariffe, senza considerare l’entità dei rifiuti generati, può portare a situazioni di evidente squilibrio, dove alcune attività devono far fronte a costi molto più alti rispetto ai rifiuti realmente prodotti.
La cosa mi sembra davvero iniqua senza alcun fondamento e non rispondente a principi di equità fiscale soprattutto quando gli effettivi rifiuti prodotti dall’attività svolta sono minimi.
Tra l’altro vista la situazione della discarica di Viterbo e il ruolo della città come “pattumiera” del Lazio non capisco perché i nostri amministratori non si adoperino per avere un ritorno economico tangibile per tutti i contribuenti, considerando l’impatto ambientale e le conseguenze sociali di ospitare una discarica.
Franco Mercuri
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