Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, sono il colonnello dell’Esercito italiano in quiescenza Sergio Mattioli, classe 1956, fatto cavaliere dell’Ordine al Merito della repubblica italiana dai presidenti Carlo Azeglio Ciampi e Silvio Berlusconi.
L’onorificenza fu concessa a Sarajevo, in Bosnia – Herzegovina, subito dopo il tragico evento dell’11 settembre negli Usa. Scaturì da una operazione d’intelligence svolta in concorso coi carabinieri della Nato, finalizzata all’arresto di “pericolosi trafficanti di materiali letali” e il loro recupero.
Ciò posto, a causa di patologie insorte prima e dopo quei fatti, nel 2015 la commissione medica ospedaliera di Roma mi congedò per: “inabilità permanente al servizio militare incondizionato”. Detto provvedimento avveniva dopo 39 anni di servizio svolto con disciplina e onore, spesso a costo della salute e della stabilità familiare. Da allora diventai un “malato multi patologico” tra le quali ultime una fibrillazione cronica trattata in angioplastica con terapia anti trombo-emolitica e nefropatia terminale in dialisi. Sono queste malattie che mi obbligarono a frequenti ricoveri e visite presso l’ospedale militare del Celio e presso Nosocomi civili, statali e privati.
In tale quadro, ravviso dunque e in particolare l’opportunità di segnalare l’efficienza sia del reparto di nefrologia dell’ospedale di Belcolle in Viterbo, attualmente diretto dal professor Stefano Costantini, sia dell’ambulatorio per la prevenzione di patologie trombo-emboliche diretto dalla dottoressa Alessandra Fiorentini.
È da queste due strutture ospedaliere d’eccellenza che vengo sottoposto ad emodialisi per tre volte la settimana e continuamente monitorato in merito al coefficiente di coagulazione del mio sangue.
Egregio presidente io sono stato un comandante di uomini e negli ultimi 20 anni di carriera ho operato in un particolare e delicatissimo settore della sicurezza nazionale e internazionale. In tale attività la conoscenza immediata dell’aspetto umano e caratteriale della controparte era basilare per la riuscita d’ogni contatto. È dunque in forza di questo mio particolare “talento naturale” e acquisita esperienza professionale che ho potuto avvertire un clima estremamente positivo nel reparto di nefrologia e nel centro Tao dell’ospedale Belcolle a Viterbo, definiti dalla maggioranza dei frequentatori, per quanto ho spesso sentito, “Centri d’Eccellenza”. Sento pertanto il dovere di rappresentare l’altissima preparazione professionale della dottoressa Franca Luchetta, nefrologo addetto alle mie cure da 5 anni.
Con lei tutto il personale d’entrambi gli assetti sanitari, medici e infermieri, coi quali intrattengo frequenti e cordiali contatti in merito al mio stato di salute precario. Questi sono uomini e soprattutto donne dalla non comune umanità, disponibilità e dedizione al dovere senza soluzione di continuità, sottoposti ad orari ed impegni gravosi.
Essi sono chiaro esempio da portare all’attenzione dei cittadini di questo paese, che proprio grazie a queste risorse umane può guardare con resilienza ad un futuro migliore, pervaso di fiducia e speranza. Sarei dunque estremamente riconoscente se Lei volesse estendere per iscritto un cenno di plauso al personale che ho citato, non esclusi i bravissimi conduttori degli automezzi che supportano il servizio di Emodialisi dell’ospedale Belcolle a Viterbo, che con tanto impegno assistono i malati in spostamenti su tratte anche di 100 km giornalieri, in strade talvolta disagevoli a causa delle condizioni meteorologiche avverse in una zona collinare e premontana.
Nella fattispecie, essendo in tema e fatte salve le esigenze economiche ed organizzative della regione da lei diretta e coordinata, mi permetto di ventilare anche l’ipotesi d’avviare un’emodialisi dipendente dal professore Costantini presso l’ospedale della comunità montana d’Alta Tuscia a Acquapendente, pienamente ristrutturato, nei pressi del quale molti nefropatici risiedono e dove potrebbe agevolmente trovare alloggio eventuale personale sanitario, stante la disponibilità alloggiative a costi accettabili rispetto alle Città. Questo allo scopo d’accorciare i tempi di spostamento e consumo di mezzi e carburanti.
La ringrazio dunque della sua paziente attenzione e mi scuso del tempo prezioso che le ho fatto impiegare per leggere questa lettera, confidando che le parole d’un reduce in cammino sul viale del tramonto possano illuminare il suo spirito, al quale auguro un profluvio di felicità, salute e fortuna.
Sergio Mattioli
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